


11 DICEMBRE
11 DICEMBRE
11 DICEMBRE
ADVENT SOUNDTRACK
ADVENT SOUNDTRACK
ADVENT SOUNDTRACK
DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
anna
anna
anna
mai più inverno
mai più inverno
mai più inverno
Fra di voi lettori e lettrici, c'è anche chi fa musica. Due delle persone che più mi hanno dato riscontri l’anno scorso su questa iniziativa dell’Advent Soundtrack sono Domenico Vitali e Francesco Via, due componenti della band “Mai più inverno”.
Non occorre essere Sherlock Holmes per capire che sono gli autori della canzone di oggi.
Siamo di fronte ai primi artisti di questa newsletter che sono anche dei lettori della stessa. Incredibile. Giuro che non è favoritismo, questa canzone mi piace davvero molto e quest’anno l’ho ascoltata parecchio.
Dopo quella di Lucio Battisti, ecco un’altra Anna protagonista di una canzone incredibile. Chiaramente si tratta di un nome vincente per il cantautorato.
Sia Francesco che Domenico mi hanno parlato di cosa significa per loro questa canzone e trovate le loro parole in coda alla mail. Qui invece c’è quello che è arrivato a me.
La canzone ci parla di questa Anna, una ragazza o una donna, che sembra non essere esattamente la persona più felice del mondo, anzi. Mi sembra una persona vittima dell’accumulo di scelte sbagliate e forzate dal contesto sociale in cui è cresciuta. Non ci è dato sapere se si parli di una persona che è vissuta recentemente o anni fa, a testimonianza del fatto che ci si può sentire male in qualsiasi epoca storica.
“Anna ha sposato sua madre in un pio matrimonio di forme e sostanze, voleva gridare
Anna ha paura di uscire la notte e gridare alla luna il suo piacere sessuale”
Sposare la propria madre è chiaramente una metafora, che cosa voglia dire non lo so di preciso, ma potrebbe essere un modo per dire che le scelte che ha preso nella vita, soprattutto quelle irreversibili, l’hanno portata a diventare come sua madre. Cosa che, in questo caso specifico, non sembra essere una bella cosa, quantomeno non è ciò che si augurava quando era più giovane, anche se non sappiamo l’età di questa Anna.
Questo pio matrimonio è anche il simbolo di fare quello che è più socialmente accettato. Meglio sposarsi con il vestito bianco che gridare quanto sia bello fare l’amore.
“Anna ogni volta una scusa di troppo
Non dice a suo figlio che non lo voleva adottare”
Di nuovo decisioni irreversibili, prese magari con leggerezza o per assecondare il volere di qualcun altro, che ora le stanno rovinando la vita. E piuttosto che affrontare il problema e dire la verità, trova l’ennesima scusa.
“Anna si siede davanti alla tele
Non c’è più notizia che la possa far sperare”
Più o meno quello che provo io ogni volta che sento un notiziario.
La televisione che per i carcerati spesso è l’unica (o quasi) possibilità di svago, per Anna che è in una prigione invisibile che si è costituita da sola, non è che l’ennesima fonte di disillusione.
“Anna di un bacio rubato alla neve
La notte che ha scelto di girarsi e tornare a dormire”
Il bacio rubato alla neve suggerisce un’immagine poetica, potrebbe rappresentare il culmine di un film, di un libro o in questo caso della vita di Anna. Culmine che è stato raggiunto scegliendo di tornare a dormire. Come se per la prima volta si fosse resa conto che ogni cosa che fa è frutto della propria volontà. La prima volta che ha capito di avere potere su se stessa.
Una volta al liceo decisi di non alzarmi dal letto per andare a scuola. Mi lamentavo sempre che non volevo andare a scuola, che non volevo svegliarmi, uscire dalle coperte e prepararmi. Così decisi di tornare a dormire. Chiaramente mia madre non ne fu felice, ma di fatto non poté di certo tascinarmi di peso a scuola, così restai a casa.
È allo stesso tempo un gesto di una vigliaccheria enorme e un atto di coraggio, venire meno a ciò che gli altri si aspettano da noi, ribellandoci anche solo tornando a dormire.
“Anna che gode nel farsi del male
Anna che scivola piano nella follia
Anna magari, magari ti manca tua madre
Il tuo corso l’ha scelto chi era più saggio di te
Anna nel mondo ci sono delle cose che non puoi decidere
Che non puoi neanche chieder perché
Anna la strada è spianata, la neve è caduta,
Le foglie sono morte come ogni tua vita
Anna ti prego non tornare indietro
Oramai hai già deciso la ricompensa infinita”
Arriviamo alla fine della storia di Anna, che compie un gesto estremo, plausibilmente il suicidio visto che gode nel farsi del male. Forse un giorno decide di infliggersi più male del solito e farla finita. Ma potrebbe pur essere che sia fuggita via con un volo di sola andata, anche se ne dubito, in ogni caso la ricompensa di questa decisione estrema è una ricompensa infinita. Nel caso della morte sarebbe non tanto la pace, ma la fine delle sofferenze.
Il passaggio in cui le viene detto che ci sono cose che non può decidere e neanche può chiedere perché, sembra il tipo di risposte che ti danno le persone credenti quando le chiedi perché il tuo fratellino di 6 anni è morto di tumore. Loro ti risponderanno che il disegno di Dio non lo puoi comprendere, anzi devi ringraziare per i 6 anni che hai passato al suo fianco.
Non vuole essere un attacco alle persone di fede, anzi. Mi sembra che le frasi scelte dall’autore siano il riassunto delle risposte che ci danno spesso le persone che non sono in grado di comprendere i nostri turbamenti. Sofferenze che loro non provano forse perché loro neanche si pongono certe domande o semplicemente non gli è mai capitato di trovarsi in certe situazioni.
La neve che è caduta potrebbe essere ancora una volta la cornice perfetta per compiere un altro gesto di volontà, che sta volta però non sarà tornare a dormire, ma uccidersi. O se preferite, dormire per sempre.
La neve è anche quella cosa che copre tutto ciò su cui si deposita e lo rende più bello, nascondendo i difetti delle strade e degli edifici.
La neve se cade, cade per tutti, sia su chi soffre, sia su chi è felice, rendendoci per un attimo tutti uguali, come lo siamo di fronte alla morte.
Vi chiedo per favore di fare questo esperimento, mettete la dissolvenza a 10-12 secondi su Spotify e sentite come si collega bene con la canzone di ieri. Per me è incredibile che due brani così diversi si fondano così bene.
Fra di voi lettori e lettrici, c'è anche chi fa musica. Due delle persone che più mi hanno dato riscontri l’anno scorso su questa iniziativa dell’Advent Soundtrack sono Domenico Vitali e Francesco Via, due componenti della band “Mai più inverno”.
Non occorre essere Sherlock Holmes per capire che sono gli autori della canzone di oggi.
Siamo di fronte ai primi artisti di questa newsletter che sono anche dei lettori della stessa. Incredibile. Giuro che non è favoritismo, questa canzone mi piace davvero molto e quest’anno l’ho ascoltata parecchio.
Dopo quella di Lucio Battisti, ecco un’altra Anna protagonista di una canzone incredibile. Chiaramente si tratta di un nome vincente per il cantautorato.
Sia Francesco che Domenico mi hanno parlato di cosa significa per loro questa canzone e trovate le loro parole in coda alla mail. Qui invece c’è quello che è arrivato a me.
La canzone ci parla di questa Anna, una ragazza o una donna, che sembra non essere esattamente la persona più felice del mondo, anzi. Mi sembra una persona vittima dell’accumulo di scelte sbagliate e forzate dal contesto sociale in cui è cresciuta. Non ci è dato sapere se si parli di una persona che è vissuta recentemente o anni fa, a testimonianza del fatto che ci si può sentire male in qualsiasi epoca storica.
“Anna ha sposato sua madre in un pio matrimonio di forme e sostanze, voleva gridare
Anna ha paura di uscire la notte e gridare alla luna il suo piacere sessuale”
Sposare la propria madre è chiaramente una metafora, che cosa voglia dire non lo so di preciso, ma potrebbe essere un modo per dire che le scelte che ha preso nella vita, soprattutto quelle irreversibili, l’hanno portata a diventare come sua madre. Cosa che, in questo caso specifico, non sembra essere una bella cosa, quantomeno non è ciò che si augurava quando era più giovane, anche se non sappiamo l’età di questa Anna.
Questo pio matrimonio è anche il simbolo di fare quello che è più socialmente accettato. Meglio sposarsi con il vestito bianco che gridare quanto sia bello fare l’amore.
“Anna ogni volta una scusa di troppo
Non dice a suo figlio che non lo voleva adottare”
Di nuovo decisioni irreversibili, prese magari con leggerezza o per assecondare il volere di qualcun altro, che ora le stanno rovinando la vita. E piuttosto che affrontare il problema e dire la verità, trova l’ennesima scusa.
“Anna si siede davanti alla tele
Non c’è più notizia che la possa far sperare”
Più o meno quello che provo io ogni volta che sento un notiziario.
La televisione che per i carcerati spesso è l’unica (o quasi) possibilità di svago, per Anna che è in una prigione invisibile che si è costituita da sola, non è che l’ennesima fonte di disillusione.
“Anna di un bacio rubato alla neve
La notte che ha scelto di girarsi e tornare a dormire”
Il bacio rubato alla neve suggerisce un’immagine poetica, potrebbe rappresentare il culmine di un film, di un libro o in questo caso della vita di Anna. Culmine che è stato raggiunto scegliendo di tornare a dormire. Come se per la prima volta si fosse resa conto che ogni cosa che fa è frutto della propria volontà. La prima volta che ha capito di avere potere su se stessa.
Una volta al liceo decisi di non alzarmi dal letto per andare a scuola. Mi lamentavo sempre che non volevo andare a scuola, che non volevo svegliarmi, uscire dalle coperte e prepararmi. Così decisi di tornare a dormire. Chiaramente mia madre non ne fu felice, ma di fatto non poté di certo tascinarmi di peso a scuola, così restai a casa.
È allo stesso tempo un gesto di una vigliaccheria enorme e un atto di coraggio, venire meno a ciò che gli altri si aspettano da noi, ribellandoci anche solo tornando a dormire.
“Anna che gode nel farsi del male
Anna che scivola piano nella follia
Anna magari, magari ti manca tua madre
Il tuo corso l’ha scelto chi era più saggio di te
Anna nel mondo ci sono delle cose che non puoi decidere
Che non puoi neanche chieder perché
Anna la strada è spianata, la neve è caduta,
Le foglie sono morte come ogni tua vita
Anna ti prego non tornare indietro
Oramai hai già deciso la ricompensa infinita”
Arriviamo alla fine della storia di Anna, che compie un gesto estremo, plausibilmente il suicidio visto che gode nel farsi del male. Forse un giorno decide di infliggersi più male del solito e farla finita. Ma potrebbe pur essere che sia fuggita via con un volo di sola andata, anche se ne dubito, in ogni caso la ricompensa di questa decisione estrema è una ricompensa infinita. Nel caso della morte sarebbe non tanto la pace, ma la fine delle sofferenze.
Il passaggio in cui le viene detto che ci sono cose che non può decidere e neanche può chiedere perché, sembra il tipo di risposte che ti danno le persone credenti quando le chiedi perché il tuo fratellino di 6 anni è morto di tumore. Loro ti risponderanno che il disegno di Dio non lo puoi comprendere, anzi devi ringraziare per i 6 anni che hai passato al suo fianco.
Non vuole essere un attacco alle persone di fede, anzi. Mi sembra che le frasi scelte dall’autore siano il riassunto delle risposte che ci danno spesso le persone che non sono in grado di comprendere i nostri turbamenti. Sofferenze che loro non provano forse perché loro neanche si pongono certe domande o semplicemente non gli è mai capitato di trovarsi in certe situazioni.
La neve che è caduta potrebbe essere ancora una volta la cornice perfetta per compiere un altro gesto di volontà, che sta volta però non sarà tornare a dormire, ma uccidersi. O se preferite, dormire per sempre.
La neve è anche quella cosa che copre tutto ciò su cui si deposita e lo rende più bello, nascondendo i difetti delle strade e degli edifici.
La neve se cade, cade per tutti, sia su chi soffre, sia su chi è felice, rendendoci per un attimo tutti uguali, come lo siamo di fronte alla morte.
Vi chiedo per favore di fare questo esperimento, mettete la dissolvenza a 10-12 secondi su Spotify e sentite come si collega bene con la canzone di ieri. Per me è incredibile che due brani così diversi si fondano così bene.
Fra di voi lettori e lettrici, c'è anche chi fa musica. Due delle persone che più mi hanno dato riscontri l’anno scorso su questa iniziativa dell’Advent Soundtrack sono Domenico Vitali e Francesco Via, due componenti della band “Mai più inverno”.
Non occorre essere Sherlock Holmes per capire che sono gli autori della canzone di oggi.
Siamo di fronte ai primi artisti di questa newsletter che sono anche dei lettori della stessa. Incredibile. Giuro che non è favoritismo, questa canzone mi piace davvero molto e quest’anno l’ho ascoltata parecchio.
Dopo quella di Lucio Battisti, ecco un’altra Anna protagonista di una canzone incredibile. Chiaramente si tratta di un nome vincente per il cantautorato.
Sia Francesco che Domenico mi hanno parlato di cosa significa per loro questa canzone e trovate le loro parole in coda alla mail. Qui invece c’è quello che è arrivato a me.
La canzone ci parla di questa Anna, una ragazza o una donna, che sembra non essere esattamente la persona più felice del mondo, anzi. Mi sembra una persona vittima dell’accumulo di scelte sbagliate e forzate dal contesto sociale in cui è cresciuta. Non ci è dato sapere se si parli di una persona che è vissuta recentemente o anni fa, a testimonianza del fatto che ci si può sentire male in qualsiasi epoca storica.
“Anna ha sposato sua madre in un pio matrimonio di forme e sostanze, voleva gridare
Anna ha paura di uscire la notte e gridare alla luna il suo piacere sessuale”
Sposare la propria madre è chiaramente una metafora, che cosa voglia dire non lo so di preciso, ma potrebbe essere un modo per dire che le scelte che ha preso nella vita, soprattutto quelle irreversibili, l’hanno portata a diventare come sua madre. Cosa che, in questo caso specifico, non sembra essere una bella cosa, quantomeno non è ciò che si augurava quando era più giovane, anche se non sappiamo l’età di questa Anna.
Questo pio matrimonio è anche il simbolo di fare quello che è più socialmente accettato. Meglio sposarsi con il vestito bianco che gridare quanto sia bello fare l’amore.
“Anna ogni volta una scusa di troppo
Non dice a suo figlio che non lo voleva adottare”
Di nuovo decisioni irreversibili, prese magari con leggerezza o per assecondare il volere di qualcun altro, che ora le stanno rovinando la vita. E piuttosto che affrontare il problema e dire la verità, trova l’ennesima scusa.
“Anna si siede davanti alla tele
Non c’è più notizia che la possa far sperare”
Più o meno quello che provo io ogni volta che sento un notiziario.
La televisione che per i carcerati spesso è l’unica (o quasi) possibilità di svago, per Anna che è in una prigione invisibile che si è costituita da sola, non è che l’ennesima fonte di disillusione.
“Anna di un bacio rubato alla neve
La notte che ha scelto di girarsi e tornare a dormire”
Il bacio rubato alla neve suggerisce un’immagine poetica, potrebbe rappresentare il culmine di un film, di un libro o in questo caso della vita di Anna. Culmine che è stato raggiunto scegliendo di tornare a dormire. Come se per la prima volta si fosse resa conto che ogni cosa che fa è frutto della propria volontà. La prima volta che ha capito di avere potere su se stessa.
Una volta al liceo decisi di non alzarmi dal letto per andare a scuola. Mi lamentavo sempre che non volevo andare a scuola, che non volevo svegliarmi, uscire dalle coperte e prepararmi. Così decisi di tornare a dormire. Chiaramente mia madre non ne fu felice, ma di fatto non poté di certo tascinarmi di peso a scuola, così restai a casa.
È allo stesso tempo un gesto di una vigliaccheria enorme e un atto di coraggio, venire meno a ciò che gli altri si aspettano da noi, ribellandoci anche solo tornando a dormire.
“Anna che gode nel farsi del male
Anna che scivola piano nella follia
Anna magari, magari ti manca tua madre
Il tuo corso l’ha scelto chi era più saggio di te
Anna nel mondo ci sono delle cose che non puoi decidere
Che non puoi neanche chieder perché
Anna la strada è spianata, la neve è caduta,
Le foglie sono morte come ogni tua vita
Anna ti prego non tornare indietro
Oramai hai già deciso la ricompensa infinita”
Arriviamo alla fine della storia di Anna, che compie un gesto estremo, plausibilmente il suicidio visto che gode nel farsi del male. Forse un giorno decide di infliggersi più male del solito e farla finita. Ma potrebbe pur essere che sia fuggita via con un volo di sola andata, anche se ne dubito, in ogni caso la ricompensa di questa decisione estrema è una ricompensa infinita. Nel caso della morte sarebbe non tanto la pace, ma la fine delle sofferenze.
Il passaggio in cui le viene detto che ci sono cose che non può decidere e neanche può chiedere perché, sembra il tipo di risposte che ti danno le persone credenti quando le chiedi perché il tuo fratellino di 6 anni è morto di tumore. Loro ti risponderanno che il disegno di Dio non lo puoi comprendere, anzi devi ringraziare per i 6 anni che hai passato al suo fianco.
Non vuole essere un attacco alle persone di fede, anzi. Mi sembra che le frasi scelte dall’autore siano il riassunto delle risposte che ci danno spesso le persone che non sono in grado di comprendere i nostri turbamenti. Sofferenze che loro non provano forse perché loro neanche si pongono certe domande o semplicemente non gli è mai capitato di trovarsi in certe situazioni.
La neve che è caduta potrebbe essere ancora una volta la cornice perfetta per compiere un altro gesto di volontà, che sta volta però non sarà tornare a dormire, ma uccidersi. O se preferite, dormire per sempre.
La neve è anche quella cosa che copre tutto ciò su cui si deposita e lo rende più bello, nascondendo i difetti delle strade e degli edifici.
La neve se cade, cade per tutti, sia su chi soffre, sia su chi è felice, rendendoci per un attimo tutti uguali, come lo siamo di fronte alla morte.
Vi chiedo per favore di fare questo esperimento, mettete la dissolvenza a 10-12 secondi su Spotify e sentite come si collega bene con la canzone di ieri. Per me è incredibile che due brani così diversi si fondano così bene.
le parole dell'artista
le parole dell'artista
le parole dell'artista
Domenico Vitali:
In maniera molto immediata ti direi che Anna è un pezzo che avevo in mente da un sacco di tempo in forma embrionale, ma che non ho mai saputo di cosa volesse parlare davvero. Era anni che volevo fare una canzone che si chiamasse “Anna” per dei motivi alla lontana famigliari (ho una zia che si chiama così), ma la canzone non parla né di una persona specifica né di una storia particolare. Mi piace pensare che la canzone dia una sorta di senso di “rassegnazione casalinga”; mi immagino una sorta di casa ormai in disuso e disordinata in mezzo alla neve, abitata da una persona che, appunto, si veste di merda, si maledice per scelte sbagliate compiute in passato e non ha più nessun motivo di andare avanti e pian piano si lascia andare fino al momento “finale”.
In generale poi tutto quell’EP esploda la dimensione della rassegnazione e della disillusione.
Francesco Via (trascrizione di un messagio vocale):
Non so se, anzi, sicuramente il Dome ti ha già mandato un vocalone o un testo di considerazioni.
Ti posso dire che il tema bene o male, di quell'EP, tutto in generale, è in vari modi la morte. E in questo caso il collegamento al tema è quello che, alla fine della canzone, io interpreto come un suicidio.
È più o meno velato però.
"Ti prego non tornare indietro, oramai hai già deciso e la ricompensa è infinita"
Quindi fai questa cosa e poi c'è la vita eterna. Anche se, in quale forma è pensata e in che modo non viene detto
Quindi questo è il primo presupposto.
Anna quindi è una persona sicuramente molto infelice che alla fine della canzone arriva a meditare il suicidio.
Questa cosa che le si rivolge in prima persona, magari potrebbe essere addirittura una voce da dentro di lei, che per tutta la canzone descrive la sua vita, la giudica e alla fine la porta a considerare di togliersi la vita. E in generale Anna, per come la vedo io, è una persona sicuramente molto infelice, che ha perso nella vita ma un po' per oggettive sfortune.
Un po' perché si è convinta lei di essere dalla parte dei perdenti, di non aver vinto. Così facendo si è avvelenata la vita e ha peggiorato la propria situazione.
Quindi secondo me Anna è una persona che in qualche modo, e in maniera un po', non dico masochistica, però ha contribuito alla sua stessa condizione.
"Ha sposato sua madre in un più matrimonio di forma e sostanze"
Io la interpreto come sua madre aveva dei difetti, aveva questi stessi suoi problemi, questo stesso suo atteggiamento verso la vita.
E lei ha sposato il carattere e la visione del mondo di sua madre. Quindi ha riproposto nella sua vita quello che si verificava nella vita di sua madre.
Se non sbaglio il Dome aveva anche un'interpretazione diversa. Cioè l'aveva scritta pensando a una cosa diversa questa frase. Forse parlava invece più del fatto che Anna fosse finita in un matrimonio con una persona molto simile a sua madre. E che questa cosa quindi fosse passata da una madre che la opprimeva a uno sposo.
Vabbè uno sposo credo, non so se è un maschile. Vabbè, comunque a un partner che la opprimeva.
è frustrata in generale, dice anche proprio esplicitamente, sessualmente.
Ma dice anche che non ha più speranza guardando la tv.
"Ha finito di credere a un mondo che non l'ha trattata che male"
Un'altra immagine che mi rimaneva impressa molto del testo, le prime volte che il Dome me lo faceva sentire era:
"La notte che ha scelto di girarsi e tornare a dormire"
Perché io lo figuravo molto come una metafora di un momento in cui Anna ha potuto cambiare le cose.
O nella sua vita direttamente, o facendo del bene a qualcun altro e invece ha deciso di non fare nulla. E questa cosa o appunto l'ha fatta rimanere nella sua infelicità. Oppure ha addirittura fatto del male a qualcun altro, cioè forse è arrivato questo momento di crocevia, in un momento della sua vita, in cui ormai era troppo assuefatta a questa vita di infelicità. E di continuo rimuginare e rimpiangere le proprie scelte. Quindi era troppo tardi.
Domenico Vitali:
In maniera molto immediata ti direi che Anna è un pezzo che avevo in mente da un sacco di tempo in forma embrionale, ma che non ho mai saputo di cosa volesse parlare davvero. Era anni che volevo fare una canzone che si chiamasse “Anna” per dei motivi alla lontana famigliari (ho una zia che si chiama così), ma la canzone non parla né di una persona specifica né di una storia particolare. Mi piace pensare che la canzone dia una sorta di senso di “rassegnazione casalinga”; mi immagino una sorta di casa ormai in disuso e disordinata in mezzo alla neve, abitata da una persona che, appunto, si veste di merda, si maledice per scelte sbagliate compiute in passato e non ha più nessun motivo di andare avanti e pian piano si lascia andare fino al momento “finale”.
In generale poi tutto quell’EP esploda la dimensione della rassegnazione e della disillusione.
Francesco Via (trascrizione di un messagio vocale):
Non so se, anzi, sicuramente il Dome ti ha già mandato un vocalone o un testo di considerazioni.
Ti posso dire che il tema bene o male, di quell'EP, tutto in generale, è in vari modi la morte. E in questo caso il collegamento al tema è quello che, alla fine della canzone, io interpreto come un suicidio.
È più o meno velato però.
"Ti prego non tornare indietro, oramai hai già deciso e la ricompensa è infinita"
Quindi fai questa cosa e poi c'è la vita eterna. Anche se, in quale forma è pensata e in che modo non viene detto
Quindi questo è il primo presupposto.
Anna quindi è una persona sicuramente molto infelice che alla fine della canzone arriva a meditare il suicidio.
Questa cosa che le si rivolge in prima persona, magari potrebbe essere addirittura una voce da dentro di lei, che per tutta la canzone descrive la sua vita, la giudica e alla fine la porta a considerare di togliersi la vita. E in generale Anna, per come la vedo io, è una persona sicuramente molto infelice, che ha perso nella vita ma un po' per oggettive sfortune.
Un po' perché si è convinta lei di essere dalla parte dei perdenti, di non aver vinto. Così facendo si è avvelenata la vita e ha peggiorato la propria situazione.
Quindi secondo me Anna è una persona che in qualche modo, e in maniera un po', non dico masochistica, però ha contribuito alla sua stessa condizione.
"Ha sposato sua madre in un più matrimonio di forma e sostanze"
Io la interpreto come sua madre aveva dei difetti, aveva questi stessi suoi problemi, questo stesso suo atteggiamento verso la vita.
E lei ha sposato il carattere e la visione del mondo di sua madre. Quindi ha riproposto nella sua vita quello che si verificava nella vita di sua madre.
Se non sbaglio il Dome aveva anche un'interpretazione diversa. Cioè l'aveva scritta pensando a una cosa diversa questa frase. Forse parlava invece più del fatto che Anna fosse finita in un matrimonio con una persona molto simile a sua madre. E che questa cosa quindi fosse passata da una madre che la opprimeva a uno sposo.
Vabbè uno sposo credo, non so se è un maschile. Vabbè, comunque a un partner che la opprimeva.
è frustrata in generale, dice anche proprio esplicitamente, sessualmente.
Ma dice anche che non ha più speranza guardando la tv.
"Ha finito di credere a un mondo che non l'ha trattata che male"
Un'altra immagine che mi rimaneva impressa molto del testo, le prime volte che il Dome me lo faceva sentire era:
"La notte che ha scelto di girarsi e tornare a dormire"
Perché io lo figuravo molto come una metafora di un momento in cui Anna ha potuto cambiare le cose.
O nella sua vita direttamente, o facendo del bene a qualcun altro e invece ha deciso di non fare nulla. E questa cosa o appunto l'ha fatta rimanere nella sua infelicità. Oppure ha addirittura fatto del male a qualcun altro, cioè forse è arrivato questo momento di crocevia, in un momento della sua vita, in cui ormai era troppo assuefatta a questa vita di infelicità. E di continuo rimuginare e rimpiangere le proprie scelte. Quindi era troppo tardi.
Domenico Vitali:
In maniera molto immediata ti direi che Anna è un pezzo che avevo in mente da un sacco di tempo in forma embrionale, ma che non ho mai saputo di cosa volesse parlare davvero. Era anni che volevo fare una canzone che si chiamasse “Anna” per dei motivi alla lontana famigliari (ho una zia che si chiama così), ma la canzone non parla né di una persona specifica né di una storia particolare. Mi piace pensare che la canzone dia una sorta di senso di “rassegnazione casalinga”; mi immagino una sorta di casa ormai in disuso e disordinata in mezzo alla neve, abitata da una persona che, appunto, si veste di merda, si maledice per scelte sbagliate compiute in passato e non ha più nessun motivo di andare avanti e pian piano si lascia andare fino al momento “finale”.
In generale poi tutto quell’EP esploda la dimensione della rassegnazione e della disillusione.
Francesco Via (trascrizione di un messagio vocale):
Non so se, anzi, sicuramente il Dome ti ha già mandato un vocalone o un testo di considerazioni.
Ti posso dire che il tema bene o male, di quell'EP, tutto in generale, è in vari modi la morte. E in questo caso il collegamento al tema è quello che, alla fine della canzone, io interpreto come un suicidio.
È più o meno velato però.
"Ti prego non tornare indietro, oramai hai già deciso e la ricompensa è infinita"
Quindi fai questa cosa e poi c'è la vita eterna. Anche se, in quale forma è pensata e in che modo non viene detto
Quindi questo è il primo presupposto.
Anna quindi è una persona sicuramente molto infelice che alla fine della canzone arriva a meditare il suicidio.
Questa cosa che le si rivolge in prima persona, magari potrebbe essere addirittura una voce da dentro di lei, che per tutta la canzone descrive la sua vita, la giudica e alla fine la porta a considerare di togliersi la vita. E in generale Anna, per come la vedo io, è una persona sicuramente molto infelice, che ha perso nella vita ma un po' per oggettive sfortune.
Un po' perché si è convinta lei di essere dalla parte dei perdenti, di non aver vinto. Così facendo si è avvelenata la vita e ha peggiorato la propria situazione.
Quindi secondo me Anna è una persona che in qualche modo, e in maniera un po', non dico masochistica, però ha contribuito alla sua stessa condizione.
"Ha sposato sua madre in un più matrimonio di forma e sostanze"
Io la interpreto come sua madre aveva dei difetti, aveva questi stessi suoi problemi, questo stesso suo atteggiamento verso la vita.
E lei ha sposato il carattere e la visione del mondo di sua madre. Quindi ha riproposto nella sua vita quello che si verificava nella vita di sua madre.
Se non sbaglio il Dome aveva anche un'interpretazione diversa. Cioè l'aveva scritta pensando a una cosa diversa questa frase. Forse parlava invece più del fatto che Anna fosse finita in un matrimonio con una persona molto simile a sua madre. E che questa cosa quindi fosse passata da una madre che la opprimeva a uno sposo.
Vabbè uno sposo credo, non so se è un maschile. Vabbè, comunque a un partner che la opprimeva.
è frustrata in generale, dice anche proprio esplicitamente, sessualmente.
Ma dice anche che non ha più speranza guardando la tv.
"Ha finito di credere a un mondo che non l'ha trattata che male"
Un'altra immagine che mi rimaneva impressa molto del testo, le prime volte che il Dome me lo faceva sentire era:
"La notte che ha scelto di girarsi e tornare a dormire"
Perché io lo figuravo molto come una metafora di un momento in cui Anna ha potuto cambiare le cose.
O nella sua vita direttamente, o facendo del bene a qualcun altro e invece ha deciso di non fare nulla. E questa cosa o appunto l'ha fatta rimanere nella sua infelicità. Oppure ha addirittura fatto del male a qualcun altro, cioè forse è arrivato questo momento di crocevia, in un momento della sua vita, in cui ormai era troppo assuefatta a questa vita di infelicità. E di continuo rimuginare e rimpiangere le proprie scelte. Quindi era troppo tardi.
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo