


12 DICEMBRE
12 DICEMBRE
12 DICEMBRE
ADVENT SOUNDTRACK
ADVENT SOUNDTRACK
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DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
mediterranima
mediterranima
mediterranima
stefano saletti, eleonora bordonaro, riccardo tesi, nando citarella
stefano saletti, eleonora bordonaro, riccardo tesi, nando citarella
stefano saletti, eleonora bordonaro, riccardo tesi, nando citarella
Un giorno, avendo scoperto che esiste una trasmissione di Rai Radio 3 chiamata Battiti che va in onda a mezzanotte, dopo essere rincasato prima dell’inizio, decisi di mettermi il pigiama, sdraiarmi nel letto e ascoltare Rai Radio 3.
Mi ricordo che avevo gli occhi chiusi e, non avendo mai ascoltato la trasmissione prima, non sapevo che sarebbe partita subito della musica.
Quindi, sono in procinto di addormentarmi e sento parlare in quello che credo sia arabo. Poi sento una sorta di ninna nanna e non riesco a capire se sia in italiano, spagnolo o qualche altra lingua foneticamente affine.
Rimango folgorato e decido di svegliarmi perché voglio scoprire il nome della canzone, così aspetto la fine sperando che ci sia un host dica titolo e autore del pezzo. Rimango ad ascoltarla tutta e, più va avanti, più penso che non ho mai sentito nulla del genere e mi fomento sempre di più.
Scopro che questo Stefano Saletti, ha fatto un intero disco così e questa è la title track. Corro su Spotify e salvo tutto promettendomi di ascoltarlo il giorno dopo.
L’host fa un commento della canzone e cita Stefano Saletti dicendo queste parole:
“Mediterranima è questo il titolo scelto dal polistrumentista e compositore Stefano Saletti […]
Per il suo ultimo lavoro ha scelto un canto corale, affidando a diverse voci femminili il racconto di ogni brano, con tanti musicisti che lo accompagnano. […] <<Un disco che ci immerge nella tradizione del Mar Mediterraneo, suoni, voci, ritmi e storie, perché sono convinto>> scrive Saletti <<che arte, musica e letteratura siano l’unico antidoto contro la violenza e l’odio. Dunque che possano restituire speranza ad un Mediterraneo ferito>> e così l’anima comune di tanti popoli si snoda in Mediterranima.”
Io non so bene che altro aggiungere, anche perché non ho i mezzi per comprendere la complessità di ciò che viene suonato. Ne carpisco solo un senso di appartenenza e di vicinanza verso popoli così vicini a noi, ma che soffrono tantissimo.
Non oso immaginare che cosa voglia dire essere un genitore in un contesto come quello Palestinese. Cercando di tranquillizzare dei bambini affamati e spaventati, nella speranza che possano riposare, mentre si è più spaventati e affamati di loro. Nessuno ti insegna a fare il padre o la madre, ma sicuramente ancora meno persone sono preparate per esserlo nel mezzo di un genocidio.
Questa sorta di ninna nanna è un po’ un modo di raccontare questo senso di impotenza di fronte ad un male così grande, ma allo stesso tempo il tentativo di non darlo a vedere alle persone più fragili che hanno ancora meno strumenti per capire il senso di tutto questo dolore, perché di fatto un senso non c’è, e loro lo vedono per quello che è: violenza deliberata e ingiustificata.
Il testo non lo capisco a pieno essendo scritto in un’altra lingua, ma credo abbia anche poco senso analizzarlo come faccio di solito. Vi lascio quindi le parole di Stefano Saletti a commento di questo brano e vi saluto. Ascoltate tutto il disco perché merita davvero.
Secondo me ad una certa si è perso una frase, ma va bene così. Mi sembra che la musica parli da sola.
Un giorno, avendo scoperto che esiste una trasmissione di Rai Radio 3 chiamata Battiti che va in onda a mezzanotte, dopo essere rincasato prima dell’inizio, decisi di mettermi il pigiama, sdraiarmi nel letto e ascoltare Rai Radio 3.
Mi ricordo che avevo gli occhi chiusi e, non avendo mai ascoltato la trasmissione prima, non sapevo che sarebbe partita subito della musica.
Quindi, sono in procinto di addormentarmi e sento parlare in quello che credo sia arabo. Poi sento una sorta di ninna nanna e non riesco a capire se sia in italiano, spagnolo o qualche altra lingua foneticamente affine.
Rimango folgorato e decido di svegliarmi perché voglio scoprire il nome della canzone, così aspetto la fine sperando che ci sia un host dica titolo e autore del pezzo. Rimango ad ascoltarla tutta e, più va avanti, più penso che non ho mai sentito nulla del genere e mi fomento sempre di più.
Scopro che questo Stefano Saletti, ha fatto un intero disco così e questa è la title track. Corro su Spotify e salvo tutto promettendomi di ascoltarlo il giorno dopo.
L’host fa un commento della canzone e cita Stefano Saletti dicendo queste parole:
“Mediterranima è questo il titolo scelto dal polistrumentista e compositore Stefano Saletti […]
Per il suo ultimo lavoro ha scelto un canto corale, affidando a diverse voci femminili il racconto di ogni brano, con tanti musicisti che lo accompagnano. […] <<Un disco che ci immerge nella tradizione del Mar Mediterraneo, suoni, voci, ritmi e storie, perché sono convinto>> scrive Saletti <<che arte, musica e letteratura siano l’unico antidoto contro la violenza e l’odio. Dunque che possano restituire speranza ad un Mediterraneo ferito>> e così l’anima comune di tanti popoli si snoda in Mediterranima.”
Io non so bene che altro aggiungere, anche perché non ho i mezzi per comprendere la complessità di ciò che viene suonato. Ne carpisco solo un senso di appartenenza e di vicinanza verso popoli così vicini a noi, ma che soffrono tantissimo.
Non oso immaginare che cosa voglia dire essere un genitore in un contesto come quello Palestinese. Cercando di tranquillizzare dei bambini affamati e spaventati, nella speranza che possano riposare, mentre si è più spaventati e affamati di loro. Nessuno ti insegna a fare il padre o la madre, ma sicuramente ancora meno persone sono preparate per esserlo nel mezzo di un genocidio.
Questa sorta di ninna nanna è un po’ un modo di raccontare questo senso di impotenza di fronte ad un male così grande, ma allo stesso tempo il tentativo di non darlo a vedere alle persone più fragili che hanno ancora meno strumenti per capire il senso di tutto questo dolore, perché di fatto un senso non c’è, e loro lo vedono per quello che è: violenza deliberata e ingiustificata.
Il testo non lo capisco a pieno essendo scritto in un’altra lingua, ma credo abbia anche poco senso analizzarlo come faccio di solito. Vi lascio quindi le parole di Stefano Saletti a commento di questo brano e vi saluto. Ascoltate tutto il disco perché merita davvero.
Secondo me ad una certa si è perso una frase, ma va bene così. Mi sembra che la musica parli da sola.
Un giorno, avendo scoperto che esiste una trasmissione di Rai Radio 3 chiamata Battiti che va in onda a mezzanotte, dopo essere rincasato prima dell’inizio, decisi di mettermi il pigiama, sdraiarmi nel letto e ascoltare Rai Radio 3.
Mi ricordo che avevo gli occhi chiusi e, non avendo mai ascoltato la trasmissione prima, non sapevo che sarebbe partita subito della musica.
Quindi, sono in procinto di addormentarmi e sento parlare in quello che credo sia arabo. Poi sento una sorta di ninna nanna e non riesco a capire se sia in italiano, spagnolo o qualche altra lingua foneticamente affine.
Rimango folgorato e decido di svegliarmi perché voglio scoprire il nome della canzone, così aspetto la fine sperando che ci sia un host dica titolo e autore del pezzo. Rimango ad ascoltarla tutta e, più va avanti, più penso che non ho mai sentito nulla del genere e mi fomento sempre di più.
Scopro che questo Stefano Saletti, ha fatto un intero disco così e questa è la title track. Corro su Spotify e salvo tutto promettendomi di ascoltarlo il giorno dopo.
L’host fa un commento della canzone e cita Stefano Saletti dicendo queste parole:
“Mediterranima è questo il titolo scelto dal polistrumentista e compositore Stefano Saletti […]
Per il suo ultimo lavoro ha scelto un canto corale, affidando a diverse voci femminili il racconto di ogni brano, con tanti musicisti che lo accompagnano. […] <<Un disco che ci immerge nella tradizione del Mar Mediterraneo, suoni, voci, ritmi e storie, perché sono convinto>> scrive Saletti <<che arte, musica e letteratura siano l’unico antidoto contro la violenza e l’odio. Dunque che possano restituire speranza ad un Mediterraneo ferito>> e così l’anima comune di tanti popoli si snoda in Mediterranima.”
Io non so bene che altro aggiungere, anche perché non ho i mezzi per comprendere la complessità di ciò che viene suonato. Ne carpisco solo un senso di appartenenza e di vicinanza verso popoli così vicini a noi, ma che soffrono tantissimo.
Non oso immaginare che cosa voglia dire essere un genitore in un contesto come quello Palestinese. Cercando di tranquillizzare dei bambini affamati e spaventati, nella speranza che possano riposare, mentre si è più spaventati e affamati di loro. Nessuno ti insegna a fare il padre o la madre, ma sicuramente ancora meno persone sono preparate per esserlo nel mezzo di un genocidio.
Questa sorta di ninna nanna è un po’ un modo di raccontare questo senso di impotenza di fronte ad un male così grande, ma allo stesso tempo il tentativo di non darlo a vedere alle persone più fragili che hanno ancora meno strumenti per capire il senso di tutto questo dolore, perché di fatto un senso non c’è, e loro lo vedono per quello che è: violenza deliberata e ingiustificata.
Il testo non lo capisco a pieno essendo scritto in un’altra lingua, ma credo abbia anche poco senso analizzarlo come faccio di solito. Vi lascio quindi le parole di Stefano Saletti a commento di questo brano e vi saluto. Ascoltate tutto il disco perché merita davvero.
Secondo me ad una certa si è perso una frase, ma va bene così. Mi sembra che la musica parli da sola.
le parole dell'artista
le parole dell'artista
le parole dell'artista
"Mediterranima" è il brano composto da Stefano Saletti che dà il titolo all'omonimo album uscito ad aprile 2025 per Materiali Sonori.
è cantato in Sabir, l’antica lingua franca dei porti, dei marinai, dei pescatori, dei pirati e dei mercanti che utilizza nelle sue composizioni. Una madre in Palestina culla sua figlia. La stringe a sé e di fronte alla devastazione della sua terra le sussurra una ninna nanna in arabo: “Dormi dormi figlia bella che la storia ricomincia ancor più bella. Dormi dormi figlia mia, nessun lupo ti potrà portare via”.
è cantato e suonato da:
Stefano Saletti: voce, oud, chitarra, bouzouki
Eleonora Bordonaro: voce
Marwa: voce araba
Riccardo Tesi: organetto
Gabriele Coen: clarinetto
Nando Citarella: marranzano
Mario Rivera: basso acustico
Arnaldo Vacca: darbouka, bodhran, tammorra, tamburello
Giovanni Lo Cascio: riq, bodhran, tamburello, bass drums davoul
"Mediterranima" è il brano composto da Stefano Saletti che dà il titolo all'omonimo album uscito ad aprile 2025 per Materiali Sonori.
è cantato in Sabir, l’antica lingua franca dei porti, dei marinai, dei pescatori, dei pirati e dei mercanti che utilizza nelle sue composizioni. Una madre in Palestina culla sua figlia. La stringe a sé e di fronte alla devastazione della sua terra le sussurra una ninna nanna in arabo: “Dormi dormi figlia bella che la storia ricomincia ancor più bella. Dormi dormi figlia mia, nessun lupo ti potrà portare via”.
è cantato e suonato da:
Stefano Saletti: voce, oud, chitarra, bouzouki
Eleonora Bordonaro: voce
Marwa: voce araba
Riccardo Tesi: organetto
Gabriele Coen: clarinetto
Nando Citarella: marranzano
Mario Rivera: basso acustico
Arnaldo Vacca: darbouka, bodhran, tammorra, tamburello
Giovanni Lo Cascio: riq, bodhran, tamburello, bass drums davoul
"Mediterranima" è il brano composto da Stefano Saletti che dà il titolo all'omonimo album uscito ad aprile 2025 per Materiali Sonori.
è cantato in Sabir, l’antica lingua franca dei porti, dei marinai, dei pescatori, dei pirati e dei mercanti che utilizza nelle sue composizioni. Una madre in Palestina culla sua figlia. La stringe a sé e di fronte alla devastazione della sua terra le sussurra una ninna nanna in arabo: “Dormi dormi figlia bella che la storia ricomincia ancor più bella. Dormi dormi figlia mia, nessun lupo ti potrà portare via”.
è cantato e suonato da:
Stefano Saletti: voce, oud, chitarra, bouzouki
Eleonora Bordonaro: voce
Marwa: voce araba
Riccardo Tesi: organetto
Gabriele Coen: clarinetto
Nando Citarella: marranzano
Mario Rivera: basso acustico
Arnaldo Vacca: darbouka, bodhran, tammorra, tamburello
Giovanni Lo Cascio: riq, bodhran, tamburello, bass drums davoul
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo