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14 DICEMBRE

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ADVENT SOUNDTRACK

ADVENT SOUNDTRACK

ADVENT SOUNDTRACK

DI EDOARDO TRUTTERO

DI EDOARDO TRUTTERO

DI EDOARDO TRUTTERO

Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.

Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.

Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.

Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.

Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.

Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.

delle regole

delle regole

delle regole

laguna bollente

laguna bollente

laguna bollente

Non ho mai capito i titoli dei prodotti culturali che cominciano con una preposizione o una preposizione articolata. “Dei delitti e delle pene”, “Dei sepolcri” e centinaia di altri che ora mi sfuggono. Ma d’altronde della musica dei Laguna Bollente ci capisco ben poco. So che mi piacciono, ma non saprei come spiegarli a qualcuno se non facendoglieli sentire.


Infatti e indeciso se aggiungerli o no in questa selezione di brani, però ero al cinema a vedere Città di pianura, quando ad un certo punto sento una canzone che mi suona familiare. Più va avanti e più mi rendo conto che nel film c’è un cameo dei Laguna Bollente. Era chiaramente un segnale inequivocabile mandatomi dal cielo.


Come vi dicevo, io capisco ben poco di quello che fanno questi due ragazzi. Però cerchiamo di tirare fuori qualcosa, altrimenti cosa sono qui a fare?!


Io tutta questa canzone la interpreto come un inno generazionale, in cui si dice essenzialmente “Basta! Non vi sopportiamo più, non ce ne frega niente di…” e via con un elenco di cose che ci fanno innervosire. Dalle cose piccole, come le mandorle e i canditi nel panettone, a cose come le regole e i soprusi.

Si arriva al punto di non sopportarci più neanche noi stessi, continuando a soffrire tutte queste cose, l’odio poi si riversa anche su di noi e poi sugli altri.


Si parla anche di “Saltar per dritto i fossi”, chiaro riferimento alle frasi che dicono le persone più anziane ai giovani. Il famoso “io alla tua età…”. Con la differenza che qui se ne esce con i denti tutti rotti. Magari è un modo per augurare qualcosa di brutto a chi ci giudica oppure è un modo di dire che alcune cose che si facevano un tempo, se riproposte oggi, potrebbero avere un esito disastroso. Quindi basta con sta nostalgia, dai su.


Per quanto possa sembrare una canzone leggera, cosa che di fatto è, come dicevo all’inizio, per me è un inno. Un modo per dichiarare un bisogno di leggerezza, di spegnere il cervello, di divertirsi. Sobriamente o con l’ausilio di qualche sostanza.


Ma soprattutto basta pretendere ad ogni costo di trovare un significato nelle cose, di trovare spiegazioni, delle regole appunto. Lasciatemi un attimo tranquillo, altrimenti così, non riesco ad andare avanti. Una volta Vipra, il frontman dei Sxrrxwland scrisse un tweet in cui diceva qualcosa tipo “tutti a fare discorsi profondi e non c’è più nessuno con cui prendere l’MD”. Ecco, forse questo è un po’ estremo, però mi sembra un bel ritratto di questa cultura delle persone performative, che girano con un romanzo russo sotto braccio, il walkman e poi quando sei in serata ti fanno dei pipponi colossali su questa o quella teoria. Ma andate tutti a fanculo, “non vi sopporto più”.


Ecco, probabilmente niente di quello che ho scritto ha senso, perché i ragazzi sono stati così gentili da dirmi la loro sulla canzone. Speravo di capirci un po' di più, ma non sono più confuso di prima.

Non ho mai capito i titoli dei prodotti culturali che cominciano con una preposizione o una preposizione articolata. “Dei delitti e delle pene”, “Dei sepolcri” e centinaia di altri che ora mi sfuggono. Ma d’altronde della musica dei Laguna Bollente ci capisco ben poco. So che mi piacciono, ma non saprei come spiegarli a qualcuno se non facendoglieli sentire.


Infatti e indeciso se aggiungerli o no in questa selezione di brani, però ero al cinema a vedere Città di pianura, quando ad un certo punto sento una canzone che mi suona familiare. Più va avanti e più mi rendo conto che nel film c’è un cameo dei Laguna Bollente. Era chiaramente un segnale inequivocabile mandatomi dal cielo.


Come vi dicevo, io capisco ben poco di quello che fanno questi due ragazzi. Però cerchiamo di tirare fuori qualcosa, altrimenti cosa sono qui a fare?!


Io tutta questa canzone la interpreto come un inno generazionale, in cui si dice essenzialmente “Basta! Non vi sopportiamo più, non ce ne frega niente di…” e via con un elenco di cose che ci fanno innervosire. Dalle cose piccole, come le mandorle e i canditi nel panettone, a cose come le regole e i soprusi.

Si arriva al punto di non sopportarci più neanche noi stessi, continuando a soffrire tutte queste cose, l’odio poi si riversa anche su di noi e poi sugli altri.


Si parla anche di “Saltar per dritto i fossi”, chiaro riferimento alle frasi che dicono le persone più anziane ai giovani. Il famoso “io alla tua età…”. Con la differenza che qui se ne esce con i denti tutti rotti. Magari è un modo per augurare qualcosa di brutto a chi ci giudica oppure è un modo di dire che alcune cose che si facevano un tempo, se riproposte oggi, potrebbero avere un esito disastroso. Quindi basta con sta nostalgia, dai su.


Per quanto possa sembrare una canzone leggera, cosa che di fatto è, come dicevo all’inizio, per me è un inno. Un modo per dichiarare un bisogno di leggerezza, di spegnere il cervello, di divertirsi. Sobriamente o con l’ausilio di qualche sostanza.


Ma soprattutto basta pretendere ad ogni costo di trovare un significato nelle cose, di trovare spiegazioni, delle regole appunto. Lasciatemi un attimo tranquillo, altrimenti così, non riesco ad andare avanti. Una volta Vipra, il frontman dei Sxrrxwland scrisse un tweet in cui diceva qualcosa tipo “tutti a fare discorsi profondi e non c’è più nessuno con cui prendere l’MD”. Ecco, forse questo è un po’ estremo, però mi sembra un bel ritratto di questa cultura delle persone performative, che girano con un romanzo russo sotto braccio, il walkman e poi quando sei in serata ti fanno dei pipponi colossali su questa o quella teoria. Ma andate tutti a fanculo, “non vi sopporto più”.


Ecco, probabilmente niente di quello che ho scritto ha senso, perché i ragazzi sono stati così gentili da dirmi la loro sulla canzone. Speravo di capirci un po' di più, ma non sono più confuso di prima.

Non ho mai capito i titoli dei prodotti culturali che cominciano con una preposizione o una preposizione articolata. “Dei delitti e delle pene”, “Dei sepolcri” e centinaia di altri che ora mi sfuggono. Ma d’altronde della musica dei Laguna Bollente ci capisco ben poco. So che mi piacciono, ma non saprei come spiegarli a qualcuno se non facendoglieli sentire.


Infatti e indeciso se aggiungerli o no in questa selezione di brani, però ero al cinema a vedere Città di pianura, quando ad un certo punto sento una canzone che mi suona familiare. Più va avanti e più mi rendo conto che nel film c’è un cameo dei Laguna Bollente. Era chiaramente un segnale inequivocabile mandatomi dal cielo.


Come vi dicevo, io capisco ben poco di quello che fanno questi due ragazzi. Però cerchiamo di tirare fuori qualcosa, altrimenti cosa sono qui a fare?!


Io tutta questa canzone la interpreto come un inno generazionale, in cui si dice essenzialmente “Basta! Non vi sopportiamo più, non ce ne frega niente di…” e via con un elenco di cose che ci fanno innervosire. Dalle cose piccole, come le mandorle e i canditi nel panettone, a cose come le regole e i soprusi.

Si arriva al punto di non sopportarci più neanche noi stessi, continuando a soffrire tutte queste cose, l’odio poi si riversa anche su di noi e poi sugli altri.


Si parla anche di “Saltar per dritto i fossi”, chiaro riferimento alle frasi che dicono le persone più anziane ai giovani. Il famoso “io alla tua età…”. Con la differenza che qui se ne esce con i denti tutti rotti. Magari è un modo per augurare qualcosa di brutto a chi ci giudica oppure è un modo di dire che alcune cose che si facevano un tempo, se riproposte oggi, potrebbero avere un esito disastroso. Quindi basta con sta nostalgia, dai su.


Per quanto possa sembrare una canzone leggera, cosa che di fatto è, come dicevo all’inizio, per me è un inno. Un modo per dichiarare un bisogno di leggerezza, di spegnere il cervello, di divertirsi. Sobriamente o con l’ausilio di qualche sostanza.


Ma soprattutto basta pretendere ad ogni costo di trovare un significato nelle cose, di trovare spiegazioni, delle regole appunto. Lasciatemi un attimo tranquillo, altrimenti così, non riesco ad andare avanti. Una volta Vipra, il frontman dei Sxrrxwland scrisse un tweet in cui diceva qualcosa tipo “tutti a fare discorsi profondi e non c’è più nessuno con cui prendere l’MD”. Ecco, forse questo è un po’ estremo, però mi sembra un bel ritratto di questa cultura delle persone performative, che girano con un romanzo russo sotto braccio, il walkman e poi quando sei in serata ti fanno dei pipponi colossali su questa o quella teoria. Ma andate tutti a fanculo, “non vi sopporto più”.


Ecco, probabilmente niente di quello che ho scritto ha senso, perché i ragazzi sono stati così gentili da dirmi la loro sulla canzone. Speravo di capirci un po' di più, ma non sono più confuso di prima.

le parole dell'artista

le parole dell'artista

le parole dell'artista

Le cose possono avere un peso oppure no, nel dubbio mettile sulla bilancia. 


Si insinua una certa retorica nei salotti,  punto di vista univoco di una versione conveniente della meritocrazia.

L’umanità si riduce a classifica,  il lusso viene nobilitato e spogliato da ogni colpa come privilegio acquisito in base ad una superiorità supposta che nella maggior parte dei casi, statisticamente, deriva da un patrimonio ereditato. Momenti straordinari con applausi finti è il titolo dell’opera di Gipi dove i cosmonauti e i primitivi popolano pensieri paralleli alla trama pilastro,  l’introspezione è il  nostro compromesso cinico per combattere l’impossibilità di cambiare e DELLE REGOLE ne discute i confini. Denti rotti per ambizione, fughe lampo nell’ovatta e canditi come premio di consolazione mentre gli idoli crollano e i pensieri si perdono.

Le cose possono avere un peso oppure no, nel dubbio mettile sulla bilancia. 


Si insinua una certa retorica nei salotti,  punto di vista univoco di una versione conveniente della meritocrazia.

L’umanità si riduce a classifica,  il lusso viene nobilitato e spogliato da ogni colpa come privilegio acquisito in base ad una superiorità supposta che nella maggior parte dei casi, statisticamente, deriva da un patrimonio ereditato. Momenti straordinari con applausi finti è il titolo dell’opera di Gipi dove i cosmonauti e i primitivi popolano pensieri paralleli alla trama pilastro,  l’introspezione è il  nostro compromesso cinico per combattere l’impossibilità di cambiare e DELLE REGOLE ne discute i confini. Denti rotti per ambizione, fughe lampo nell’ovatta e canditi come premio di consolazione mentre gli idoli crollano e i pensieri si perdono.

Le cose possono avere un peso oppure no, nel dubbio mettile sulla bilancia. 


Si insinua una certa retorica nei salotti,  punto di vista univoco di una versione conveniente della meritocrazia.

L’umanità si riduce a classifica,  il lusso viene nobilitato e spogliato da ogni colpa come privilegio acquisito in base ad una superiorità supposta che nella maggior parte dei casi, statisticamente, deriva da un patrimonio ereditato. Momenti straordinari con applausi finti è il titolo dell’opera di Gipi dove i cosmonauti e i primitivi popolano pensieri paralleli alla trama pilastro,  l’introspezione è il  nostro compromesso cinico per combattere l’impossibilità di cambiare e DELLE REGOLE ne discute i confini. Denti rotti per ambizione, fughe lampo nell’ovatta e canditi come premio di consolazione mentre gli idoli crollano e i pensieri si perdono.

Un abbraccio,

Edo


Un abbraccio,

Edo


Un abbraccio,

Edo