Durante il quarto anno del liceo, in quelle lezioni di inglese in cui si legge dal libro di testo qualche estratto di letteratura britannica, leggemmo una poesia di Shakespeare che diceva queste cose qua:
“Gli occhi della mia donna non sono come il sole;
il corallo è molto più rosso delle sue labbra:
se la neve è bianca, allora perché i suoi seni sono grigi?
Se i capelli devono essere filamenti, fili neri crescono sulla sua testa
Ho visto rose variegate, rosse e bianche,
ma non ho visto alcuna rosa sulle sue guance;
e c’è più delizia in altri profumi
che nell’alito che il mio amore esala.
mi piace sentirla parlare, perché so
che la sua voce, per me, è come musica;
quando la vidi non mi sembrò una dea:
la mia donna, quando cammina, non ha grazia.
E nonostante ciò, il mio amore è cosi raro
come se lei fosse stata elogiata da falsi paragoni.”
Il mio compagno di banco, dopo aver letto i primi versi mi disse: “Vabbè ci sta dicendo che era un cesso”. E io, da persona con spiccato senso dell’umorismo, lo corressi indignato e gli dissi che in realtà era un modo per dire che a lui piace proprio perché queste particolarità, questi difetti, la rendono unica. Mi spiace per John Legend e il suo “Love your curves and all your edges, all your perfect imperfections”, ma Shakespeare è arrivato qualche anno prima.
Alla fine di questa bellissima canzone viene ripetuto, quasi litanicamente:
“Io ti ricordo così
I denti storti e la bocca perfetta”
Che è un po’ lo stesso concetto della poesia di Shakespeare. I denti sono storti se li paragoni ad uno standard, ma se a te piacciono così, allora saranno i denti dritti ad essere “storti” per te. Questa ragazza avrà anche avuto non la migliore delle dentature, ma lo baciava e questo rendeva la sua bocca perfetta.
Senza contare il fatto che questa sorta di coro finale è devastante. Vi ho già parlato del mio amore per le doppie voci nelle canzoni, qui forse non possiamo parlare di doppia voce, sicuramente questo canto disperato è rinforzato da almeno un'altra persona che canta, dando profondità a questo lamento.
Jacopo Lietti, il cantante del gruppo, mi ha poi confessato essere ispirata ad un ricordo dell’adolescenza, dandomi così conferma di un sospetto che ho sempre avuto, ovvero che le canzoni dei Fine Before You Came parlassero di cose successe davvero a chi le ha scritte. Ricordi, scorci di quotidianità, sensazioni, emozioni, mi arriva tutto così bene perché tutto (o quasi) è la traduzione di qualcosa di vissuto in prima persona.
Ma facciamo un passo indietro.
L’ultimo album dei Fine Before You Came risaliva al 2020, quindi anche il loro ritorno fa parte delle cose che non mi aspettavo quest’anno. Sicuramente rientra anche tra le cose belle successe nel 2025.
La canzone inizia così:
“Sento le estati sempre più vicine
Tra una e l'altra mi prodigo goffo”
Quando si invecchia, credo che si percepisca il tempo che passa più velocemente. Non credo che c’entri il fatto che stiamo invecchiando, piuttosto che le nostre giornate sono sempre più piene di cose da fare che il tempo vola.
Tra un’estate e l’altra, ovvero il periodo di pausa, ci si arriva sempre più in fretta e sempre peggio. Barcamenandoci tra tutti gli sbatti quotidiani che abbiamo. Un po’ goffamente insomma.
“Metto via soldi per vacanze low cost
In una di queste pensa che buffo sarebbe incontrarti
E scoprire che
Tua figlia ha la stessa età della mia
Definire una volta per tutte
In che anno saltammo la scuola per andare a Roma
(A veder suonare i NOFX)”
Questa parte viene spiegata molto bene nell’angolo dell’artista. Mi sono quasi commosso a leggere quello che mi ha scritto Jacopo. Conoscendo la storia che c’è dietro la canzone, diventa ancora più bella secondo me.
Eppure c’è qualcosa che ci dice questo episodio. Le vacanze Low Cost, per plausibile mancanza di soldi, ricordare i bei momenti a scuola con questa persona, tutte cose che ci raccontano di quanto la vita ora sia peggio, più faticosa e tutto ciò è il risultato delle scelte fatte in passato. Tra cui, saltare la scuola per andare a Roma a sentire i NOFX, che secondo me qui funge un po' da esempio di come non abbia investito sul suo futuro.
Nonostante si parli di qualcosa di molto personale, mi sembra che nella canzone sia raccontato in modo così essenziale che chiunque ci si può immergere. Ci sono dei dettagli che ci vengono detti e cose importanti che invece vengono omesse, consentendo a chi ascolta di colmare questo vuoto con la propria immaginazione.
Non so più come dire alle persone che conosco che devono ascoltare i Fine Before You Came. Sono semplicemente la band più forte che abbiamo in Italia. Non ringrazierò mai abbastanza Giada per avermi convinto ad andare ad un loro concerto. Nonostante li avessi ascoltati pure prima, dopo averli sentiti dal vivo ho capito che non avrei più potuto farne a meno.
Spero che almeno uno di voi possa aver scoperto qualcosa di bello. Ma forse, vista la tristezza che trasudano le loro canzoni, forse se non vi piacciono non è per forza un brutto segno.
Come vi dicevo, Jacopo Lietti è una persona meravigliosa e mi ha scritto un paio cosette su questa bellissima canzone.
Ah. In Via i ragazzi del 99 a firenze viveva Laura. I ragazzi del '99 erano degli appena maggiorenni che nel 1917 furono mandati in guerra poverini. Laura L’avevo conosciuta a una festa. Era la prima ragazza che conoscevo che nel 94 ascoltava punk e hc. Ovviamente me ne sono innamorato. Mia madre mi cambiò scuola perché continuavo a bocciare e a non andarci. Mi mise a un liceo privato gestito dai padri scolopi. Dopo una sola settimana Laura mi dice che suonano i NOFX a Roma. Allora io dico a mia mamma di andare a scuola e invece vado con Laura a vedere i NOFX. O almeno così ricordo. Intorno al ‘99 uscirono poi tra i migliori dischi emo dei miei tempi. Molti di noi si sono sentiti ragazzi del '99. 100 anni dopo.
