


17 DICEMBRE
17 DICEMBRE
17 DICEMBRE
ADVENT SOUNDTRACK
ADVENT SOUNDTRACK
ADVENT SOUNDTRACK
DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
born 2
born 2
born 2
water from your eyes
water from your eyes
water from your eyes
Io ci ho provato e riprovato, ma niente. Di questa canzone non ci capisco nulla. Mi piace molto, mi gasa, è la classica roba che mi ascolterei quando salgo in bici la mattina con 2 gradi per non sentire il freddo. Eppure non capisco di cosa parli. Non so bene cosa dirvi di più. Ascoltatela anche voi quando uscite la mattina, per darvi la carica e vedete se piace pure a voi.
È difficile per me descrivere cosa mi piaccia di tutto questo, ma il sound aggressivo della base contrastato con la pacatezza della voce di Rachel Brown (la cantante), creano una confusione molto piacevole alle mie orecchie. In particolare alla fine, quando la strumentale monta e l’unica parola che sentiamo ripetere è “psycopath”.
Che è un po’ come mi sento io ora a cercare di spiegarvi qualcosa che non so spiegare.
Vi rimando al testo su genius fatemi sapere se voi avete qualche interpretazione sensata.
Su Pitchfork invece scrivono questo:
“part grunge and part shoegaze, “Born 2” traverses an Escherian staircase of changing keys that summits repeatedly on a note of fist-pumping triumph. Lyrically, it might be the most straightforwardly political thing that they’ve written, but the meaning is as cryptic as ever. For all the song’s promise of limitless possibility (“Born to become/Something else/Something melts”), Brown repeatedly drives home a single word—“psychopath”—like a silvery nail in a varnished coffin.”
Io continuerò a godermela senza capirci un cazzo, spero possiate fare altrettanto anche voi.
Io ci ho provato e riprovato, ma niente. Di questa canzone non ci capisco nulla. Mi piace molto, mi gasa, è la classica roba che mi ascolterei quando salgo in bici la mattina con 2 gradi per non sentire il freddo. Eppure non capisco di cosa parli. Non so bene cosa dirvi di più. Ascoltatela anche voi quando uscite la mattina, per darvi la carica e vedete se piace pure a voi.
È difficile per me descrivere cosa mi piaccia di tutto questo, ma il sound aggressivo della base contrastato con la pacatezza della voce di Rachel Brown (la cantante), creano una confusione molto piacevole alle mie orecchie. In particolare alla fine, quando la strumentale monta e l’unica parola che sentiamo ripetere è “psycopath”.
Che è un po’ come mi sento io ora a cercare di spiegarvi qualcosa che non so spiegare.
Vi rimando al testo su genius fatemi sapere se voi avete qualche interpretazione sensata.
Su Pitchfork invece scrivono questo:
“part grunge and part shoegaze, “Born 2” traverses an Escherian staircase of changing keys that summits repeatedly on a note of fist-pumping triumph. Lyrically, it might be the most straightforwardly political thing that they’ve written, but the meaning is as cryptic as ever. For all the song’s promise of limitless possibility (“Born to become/Something else/Something melts”), Brown repeatedly drives home a single word—“psychopath”—like a silvery nail in a varnished coffin.”
Io continuerò a godermela senza capirci un cazzo, spero possiate fare altrettanto anche voi.
Io ci ho provato e riprovato, ma niente. Di questa canzone non ci capisco nulla. Mi piace molto, mi gasa, è la classica roba che mi ascolterei quando salgo in bici la mattina con 2 gradi per non sentire il freddo. Eppure non capisco di cosa parli. Non so bene cosa dirvi di più. Ascoltatela anche voi quando uscite la mattina, per darvi la carica e vedete se piace pure a voi.
È difficile per me descrivere cosa mi piaccia di tutto questo, ma il sound aggressivo della base contrastato con la pacatezza della voce di Rachel Brown (la cantante), creano una confusione molto piacevole alle mie orecchie. In particolare alla fine, quando la strumentale monta e l’unica parola che sentiamo ripetere è “psycopath”.
Che è un po’ come mi sento io ora a cercare di spiegarvi qualcosa che non so spiegare.
Vi rimando al testo su genius fatemi sapere se voi avete qualche interpretazione sensata.
Su Pitchfork invece scrivono questo:
“part grunge and part shoegaze, “Born 2” traverses an Escherian staircase of changing keys that summits repeatedly on a note of fist-pumping triumph. Lyrically, it might be the most straightforwardly political thing that they’ve written, but the meaning is as cryptic as ever. For all the song’s promise of limitless possibility (“Born to become/Something else/Something melts”), Brown repeatedly drives home a single word—“psychopath”—like a silvery nail in a varnished coffin.”
Io continuerò a godermela senza capirci un cazzo, spero possiate fare altrettanto anche voi.
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo