


19 DICEMBRE
19 DICEMBRE
19 DICEMBRE
ADVENT SOUNDTRACK
ADVENT SOUNDTRACK
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DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
DI EDOARDO TRUTTERO
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.
Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.
odio il rap
odio il rap
odio il rap
nitro
nitro
nitro
Nitro per quanto mi riguarda è sempre stato uno dei migliori rapper che abbiamo in Italia. Raramente parla senza dire niente, spinge i giovani che gli piacciono, organizza la più grande competizione di freestyle italiano quasi ogni anno… un king insomma.
Visto che gli ho appena leccato il culo mi permetterete di non analizzare questo ritornello che ha fatto, perché proprio non lo capisco. Una canzone così, secondo me sarebbe stata ancora più incisiva se fatta tutta in una strofa e senza sta cantilena all’inizio e alla fine.
Ma andiamo nel vivo della canzone, dentro lo strofone di sfogo su cos'è diventato il rap in questo paese, ma non solo.
Sono cresciuto ascoltando rap italiano e l’ho visto cambiare molte volte, col passare degli anni ho iniziato a percepire un certo fastidio per diversi temi, non mi ero mai fermato a pensarci bene, ma quando ho sentito questa canzone ho detto “ecco, sì, ha ragione su tutto”. Tranne sul ritornello, quello è terribile.
Durante la canzone dice spesso che odia il rap, ma solo quando diventa qualcosa che non è più rap. In realtà è quasi una dichiarazione d'amore a questa musica, infatti poi la strofa si chiuderà con “amo il rap”.
Come si prende da parte una persona cui si vuole bene e le si spiega che alcuni suoi comportamenti le potrebbero nuocere, così lui cerca di darci una svegliata e farci capire quanto il genere stia andando alla deriva.
“Odio il rap quando diventa un cliché
Un'altra scusa per dire che sono meglio di te
Questa ossessione per sapere chi è il re, sì, ma di che?
Odio il rap che dice cosa è rap e cosa non lo è
Odio il rap che si giustifica a numeri
Che gratifica soltanto in base a quale classifica superi”
Inizia subito con il botto. Ultimamente il rap è diventato un altro modo per rivendicare la propria superiorità a discapito degli altri. Da essere il genere degli ultimi, che ha portato ad una democratizzazione della musica, permettendo anche a chi non sapeva cantare o suonare di fare canzoni, ora ci troviamo dal lato opposto. Sei qualcuno solo se superi un certo traguardo, non se quello che hai da dire è valido o se il modo in cui lo fai è stiloso. L’importante è raggiungere quel fatidico quarto d’ora di notorietà di cui parlava Andy Warhol.
“Odio il rap alla TV, quello che tace sui tabù
Quello che per due view distrugge le crew”
Il rap alla TV, quello dei talent, di Sanremo, fa quasi sempre schifo. Il rap è per sua natura vero, scomodo e trasgressivo, quando viene inserito in questi contenitori si snatura a tal punto che tace sui tabù e finisce a parlare d’amore come una qualsiasi altra canzone pop.
Lui lo sa bene, Machete, la sua crew, ad oggi non esiste praticamente più. Sicuramente ci sono di mezzo i soldi. Ma è successo molte volte che i gruppi storici si siano sciolti per questioni di visibilità, quella che qui viene descritta come “due view” ribadendo per quanto poco siamo disposti a vendere i rapporti umani.
“Odio il rap che promuove il classismo
Quando per me era l'ingranaggio che blocca il meccanismo”
Questa sono le mie barre preferite della canzone. Come stracazzo siamo arrivati ai rapper che fanno la gara a chi ha più soldi e non a chi è più bravo? Farcela ad uscire da certe situazioni di disagio per molti rapper è un miracolo, dovrebbe essere il modo di rompere uno schema che ti dice che se nasci povero, devi morire povero. Nel loro piccolo, con la loro visibilità, i rapper dovrebbero evitare che queste situazioni di disagio continuino ad esistere invece di prenderne sempre di più le distanze. Ma soprattutto smetterla di promuovere il classismo, ribadendo quanto sono ricchi e quanto tu sei povero.
“Scrivilo sulla mia tomba e, quando passi, che si legga
Che odio il rap fatto dai fasci e dagli scarsi di merda”
Che dire, mi sembra che parlino da sole queste due barre. Però è sempre giusto ribadirlo che il rap, per sua natura, non può essere di estrema destra. Quindi se siete un po’ troppo conservatori, per non dire altro, è meglio che non facciate rap. Così come dovreste lasciar perdere se siete degli “scarsi di merda”.
“Odio il rap quando diventa un limite
E per farlo devi fingere di vivere nel crimine, così poi lo puoi scrivere”
Può sembrare assurdo a pensarci bene, ma esistono persone che pur di dirlo in una canzone, si mettono a delinquere. Questo perché si alza sempre di più l’asticella della trasgressione nei testi (ma non solo) per cercare di attirare più attenzione nel pubblico pagante, che è quello degli adolescenti. Un target che si fomenta ancora di più se le cose che ascolta danno fastidio ai proprio genitori o alle persone della generazione prima. Il fatto che tutto questo mi dia fastidio, vuol dire che il rap ormai non parla più alla mia generazione, che sto invecchiando e quindi sono cucinato.
“Odio farlo sentire ai giornalisti
Prima che alla gente che mi ascolta e che mi compra i dischi”
Queste sono altre due barre incredibili. C’è una critica all’industria che ha contribuito a distorcere sempre di più il rapporto fra gli artisti e i propri fan. Effettivamente, che cazzo di senso ha che le prime persone ad ascoltare un disco siano dei giornalisti, che magari manco sanno niente di quell’artista e poi ci scrivono pure una recensione. Tutto ciò prima che i fan possano sentirlo, nonostante siano loro che poi compreranno i CD e i biglietti dei concerti, permettendo all’artista di vivere di musica.
“Per risultare scomodi siamo sembrati omofobi e misogini
Ora grazie a P.Diddy ci daranno dei pedofili”
Per colpa di tanti personaggi, il rap negli anni è stato dipinto come genere omofobo e misogino. Ora grazie allo scandalo di Puff Daddy sarà pure un genere da pedofili. Per colpa di qualche coglione insomma, ci vanno di mezzo tutti gli altri. Un po’ come nei bar in cui c’è scritto “per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno”.
“Amo il rap perché mi ha dato uno scopo, chiamalo poco
Odio te perché lo tratti come un gioco”
Per chi la musica significa tanto, sentire chi la fa per scherzo, fa molto incazzare. Specialmente per gente come Nitro, a cui ha cambiato la vita e gli ha permesso di vivere della sua passione. Sentire che c’è chi fa rap solo perché vende, è veramente brutto. Sempre per il discorso che poi vanno a rovinare l’immagine collettiva che le persone hanno del genere.
Non dico che prima di scrivere una rima bisogna conoscere a memoria la discografia di Biggie, Tupac o Jay-Z, ma bisogna avere rispetto di tutto ciò che c’è stato prima. La musica è una cosa seria, nessuno è obbligato a farla. Se credi che quello che stai facendo abbia senso di esistere e sia a livello con tutto quello che è uscito prima, allora continua, altrimenti smetti.
“La colpa è pure nostra se ora il genere è vuoto
Si venera la cenere invece di riaccendere il fuoco”
Alla fine Nitro ci si mette dentro pure lui, perché se si è arrivati a questo punto è anche per colpa sua, per cose fatte, dette o per negligenza. Il risultato è che ora si guarda al passato come ad un fuoco spento. Ma davanti alla brace, basterebbe soffiare un po’ più forte e aggiungere la legna piano piano per riaccendere il fuoco. Invece di piangersi addosso, si potrebbe cercare di cambiare tutti insieme la rotta. Sia come artisti che come pubblico, ognuno nel suo piccolo.
La cosa che mi fa impazzire dei rapper come Nitro è che ti sputano in faccia tutti sti concetti con una tecnica lirica incredibile. Non so quanti di voi ci fanno caso, ma in questi ultimi due versi, come in quasi tutti gli altri, ci sono molte più di due rime. Questo è il genere di cose che gasa noi nerd, ma quando vengono inserite così bene che passano in secondo piano rispetto al significato delle parole, secondo me si è fatto il massimo che si poteva fare.
E poi c’è di nuovo sto cazzo di ritornello.
Nitro per quanto mi riguarda è sempre stato uno dei migliori rapper che abbiamo in Italia. Raramente parla senza dire niente, spinge i giovani che gli piacciono, organizza la più grande competizione di freestyle italiano quasi ogni anno… un king insomma.
Visto che gli ho appena leccato il culo mi permetterete di non analizzare questo ritornello che ha fatto, perché proprio non lo capisco. Una canzone così, secondo me sarebbe stata ancora più incisiva se fatta tutta in una strofa e senza sta cantilena all’inizio e alla fine.
Ma andiamo nel vivo della canzone, dentro lo strofone di sfogo su cos'è diventato il rap in questo paese, ma non solo.
Sono cresciuto ascoltando rap italiano e l’ho visto cambiare molte volte, col passare degli anni ho iniziato a percepire un certo fastidio per diversi temi, non mi ero mai fermato a pensarci bene, ma quando ho sentito questa canzone ho detto “ecco, sì, ha ragione su tutto”. Tranne sul ritornello, quello è terribile.
Durante la canzone dice spesso che odia il rap, ma solo quando diventa qualcosa che non è più rap. In realtà è quasi una dichiarazione d'amore a questa musica, infatti poi la strofa si chiuderà con “amo il rap”.
Come si prende da parte una persona cui si vuole bene e le si spiega che alcuni suoi comportamenti le potrebbero nuocere, così lui cerca di darci una svegliata e farci capire quanto il genere stia andando alla deriva.
“Odio il rap quando diventa un cliché
Un'altra scusa per dire che sono meglio di te
Questa ossessione per sapere chi è il re, sì, ma di che?
Odio il rap che dice cosa è rap e cosa non lo è
Odio il rap che si giustifica a numeri
Che gratifica soltanto in base a quale classifica superi”
Inizia subito con il botto. Ultimamente il rap è diventato un altro modo per rivendicare la propria superiorità a discapito degli altri. Da essere il genere degli ultimi, che ha portato ad una democratizzazione della musica, permettendo anche a chi non sapeva cantare o suonare di fare canzoni, ora ci troviamo dal lato opposto. Sei qualcuno solo se superi un certo traguardo, non se quello che hai da dire è valido o se il modo in cui lo fai è stiloso. L’importante è raggiungere quel fatidico quarto d’ora di notorietà di cui parlava Andy Warhol.
“Odio il rap alla TV, quello che tace sui tabù
Quello che per due view distrugge le crew”
Il rap alla TV, quello dei talent, di Sanremo, fa quasi sempre schifo. Il rap è per sua natura vero, scomodo e trasgressivo, quando viene inserito in questi contenitori si snatura a tal punto che tace sui tabù e finisce a parlare d’amore come una qualsiasi altra canzone pop.
Lui lo sa bene, Machete, la sua crew, ad oggi non esiste praticamente più. Sicuramente ci sono di mezzo i soldi. Ma è successo molte volte che i gruppi storici si siano sciolti per questioni di visibilità, quella che qui viene descritta come “due view” ribadendo per quanto poco siamo disposti a vendere i rapporti umani.
“Odio il rap che promuove il classismo
Quando per me era l'ingranaggio che blocca il meccanismo”
Questa sono le mie barre preferite della canzone. Come stracazzo siamo arrivati ai rapper che fanno la gara a chi ha più soldi e non a chi è più bravo? Farcela ad uscire da certe situazioni di disagio per molti rapper è un miracolo, dovrebbe essere il modo di rompere uno schema che ti dice che se nasci povero, devi morire povero. Nel loro piccolo, con la loro visibilità, i rapper dovrebbero evitare che queste situazioni di disagio continuino ad esistere invece di prenderne sempre di più le distanze. Ma soprattutto smetterla di promuovere il classismo, ribadendo quanto sono ricchi e quanto tu sei povero.
“Scrivilo sulla mia tomba e, quando passi, che si legga
Che odio il rap fatto dai fasci e dagli scarsi di merda”
Che dire, mi sembra che parlino da sole queste due barre. Però è sempre giusto ribadirlo che il rap, per sua natura, non può essere di estrema destra. Quindi se siete un po’ troppo conservatori, per non dire altro, è meglio che non facciate rap. Così come dovreste lasciar perdere se siete degli “scarsi di merda”.
“Odio il rap quando diventa un limite
E per farlo devi fingere di vivere nel crimine, così poi lo puoi scrivere”
Può sembrare assurdo a pensarci bene, ma esistono persone che pur di dirlo in una canzone, si mettono a delinquere. Questo perché si alza sempre di più l’asticella della trasgressione nei testi (ma non solo) per cercare di attirare più attenzione nel pubblico pagante, che è quello degli adolescenti. Un target che si fomenta ancora di più se le cose che ascolta danno fastidio ai proprio genitori o alle persone della generazione prima. Il fatto che tutto questo mi dia fastidio, vuol dire che il rap ormai non parla più alla mia generazione, che sto invecchiando e quindi sono cucinato.
“Odio farlo sentire ai giornalisti
Prima che alla gente che mi ascolta e che mi compra i dischi”
Queste sono altre due barre incredibili. C’è una critica all’industria che ha contribuito a distorcere sempre di più il rapporto fra gli artisti e i propri fan. Effettivamente, che cazzo di senso ha che le prime persone ad ascoltare un disco siano dei giornalisti, che magari manco sanno niente di quell’artista e poi ci scrivono pure una recensione. Tutto ciò prima che i fan possano sentirlo, nonostante siano loro che poi compreranno i CD e i biglietti dei concerti, permettendo all’artista di vivere di musica.
“Per risultare scomodi siamo sembrati omofobi e misogini
Ora grazie a P.Diddy ci daranno dei pedofili”
Per colpa di tanti personaggi, il rap negli anni è stato dipinto come genere omofobo e misogino. Ora grazie allo scandalo di Puff Daddy sarà pure un genere da pedofili. Per colpa di qualche coglione insomma, ci vanno di mezzo tutti gli altri. Un po’ come nei bar in cui c’è scritto “per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno”.
“Amo il rap perché mi ha dato uno scopo, chiamalo poco
Odio te perché lo tratti come un gioco”
Per chi la musica significa tanto, sentire chi la fa per scherzo, fa molto incazzare. Specialmente per gente come Nitro, a cui ha cambiato la vita e gli ha permesso di vivere della sua passione. Sentire che c’è chi fa rap solo perché vende, è veramente brutto. Sempre per il discorso che poi vanno a rovinare l’immagine collettiva che le persone hanno del genere.
Non dico che prima di scrivere una rima bisogna conoscere a memoria la discografia di Biggie, Tupac o Jay-Z, ma bisogna avere rispetto di tutto ciò che c’è stato prima. La musica è una cosa seria, nessuno è obbligato a farla. Se credi che quello che stai facendo abbia senso di esistere e sia a livello con tutto quello che è uscito prima, allora continua, altrimenti smetti.
“La colpa è pure nostra se ora il genere è vuoto
Si venera la cenere invece di riaccendere il fuoco”
Alla fine Nitro ci si mette dentro pure lui, perché se si è arrivati a questo punto è anche per colpa sua, per cose fatte, dette o per negligenza. Il risultato è che ora si guarda al passato come ad un fuoco spento. Ma davanti alla brace, basterebbe soffiare un po’ più forte e aggiungere la legna piano piano per riaccendere il fuoco. Invece di piangersi addosso, si potrebbe cercare di cambiare tutti insieme la rotta. Sia come artisti che come pubblico, ognuno nel suo piccolo.
La cosa che mi fa impazzire dei rapper come Nitro è che ti sputano in faccia tutti sti concetti con una tecnica lirica incredibile. Non so quanti di voi ci fanno caso, ma in questi ultimi due versi, come in quasi tutti gli altri, ci sono molte più di due rime. Questo è il genere di cose che gasa noi nerd, ma quando vengono inserite così bene che passano in secondo piano rispetto al significato delle parole, secondo me si è fatto il massimo che si poteva fare.
E poi c’è di nuovo sto cazzo di ritornello.
Nitro per quanto mi riguarda è sempre stato uno dei migliori rapper che abbiamo in Italia. Raramente parla senza dire niente, spinge i giovani che gli piacciono, organizza la più grande competizione di freestyle italiano quasi ogni anno… un king insomma.
Visto che gli ho appena leccato il culo mi permetterete di non analizzare questo ritornello che ha fatto, perché proprio non lo capisco. Una canzone così, secondo me sarebbe stata ancora più incisiva se fatta tutta in una strofa e senza sta cantilena all’inizio e alla fine.
Ma andiamo nel vivo della canzone, dentro lo strofone di sfogo su cos'è diventato il rap in questo paese, ma non solo.
Sono cresciuto ascoltando rap italiano e l’ho visto cambiare molte volte, col passare degli anni ho iniziato a percepire un certo fastidio per diversi temi, non mi ero mai fermato a pensarci bene, ma quando ho sentito questa canzone ho detto “ecco, sì, ha ragione su tutto”. Tranne sul ritornello, quello è terribile.
Durante la canzone dice spesso che odia il rap, ma solo quando diventa qualcosa che non è più rap. In realtà è quasi una dichiarazione d'amore a questa musica, infatti poi la strofa si chiuderà con “amo il rap”.
Come si prende da parte una persona cui si vuole bene e le si spiega che alcuni suoi comportamenti le potrebbero nuocere, così lui cerca di darci una svegliata e farci capire quanto il genere stia andando alla deriva.
“Odio il rap quando diventa un cliché
Un'altra scusa per dire che sono meglio di te
Questa ossessione per sapere chi è il re, sì, ma di che?
Odio il rap che dice cosa è rap e cosa non lo è
Odio il rap che si giustifica a numeri
Che gratifica soltanto in base a quale classifica superi”
Inizia subito con il botto. Ultimamente il rap è diventato un altro modo per rivendicare la propria superiorità a discapito degli altri. Da essere il genere degli ultimi, che ha portato ad una democratizzazione della musica, permettendo anche a chi non sapeva cantare o suonare di fare canzoni, ora ci troviamo dal lato opposto. Sei qualcuno solo se superi un certo traguardo, non se quello che hai da dire è valido o se il modo in cui lo fai è stiloso. L’importante è raggiungere quel fatidico quarto d’ora di notorietà di cui parlava Andy Warhol.
“Odio il rap alla TV, quello che tace sui tabù
Quello che per due view distrugge le crew”
Il rap alla TV, quello dei talent, di Sanremo, fa quasi sempre schifo. Il rap è per sua natura vero, scomodo e trasgressivo, quando viene inserito in questi contenitori si snatura a tal punto che tace sui tabù e finisce a parlare d’amore come una qualsiasi altra canzone pop.
Lui lo sa bene, Machete, la sua crew, ad oggi non esiste praticamente più. Sicuramente ci sono di mezzo i soldi. Ma è successo molte volte che i gruppi storici si siano sciolti per questioni di visibilità, quella che qui viene descritta come “due view” ribadendo per quanto poco siamo disposti a vendere i rapporti umani.
“Odio il rap che promuove il classismo
Quando per me era l'ingranaggio che blocca il meccanismo”
Questa sono le mie barre preferite della canzone. Come stracazzo siamo arrivati ai rapper che fanno la gara a chi ha più soldi e non a chi è più bravo? Farcela ad uscire da certe situazioni di disagio per molti rapper è un miracolo, dovrebbe essere il modo di rompere uno schema che ti dice che se nasci povero, devi morire povero. Nel loro piccolo, con la loro visibilità, i rapper dovrebbero evitare che queste situazioni di disagio continuino ad esistere invece di prenderne sempre di più le distanze. Ma soprattutto smetterla di promuovere il classismo, ribadendo quanto sono ricchi e quanto tu sei povero.
“Scrivilo sulla mia tomba e, quando passi, che si legga
Che odio il rap fatto dai fasci e dagli scarsi di merda”
Che dire, mi sembra che parlino da sole queste due barre. Però è sempre giusto ribadirlo che il rap, per sua natura, non può essere di estrema destra. Quindi se siete un po’ troppo conservatori, per non dire altro, è meglio che non facciate rap. Così come dovreste lasciar perdere se siete degli “scarsi di merda”.
“Odio il rap quando diventa un limite
E per farlo devi fingere di vivere nel crimine, così poi lo puoi scrivere”
Può sembrare assurdo a pensarci bene, ma esistono persone che pur di dirlo in una canzone, si mettono a delinquere. Questo perché si alza sempre di più l’asticella della trasgressione nei testi (ma non solo) per cercare di attirare più attenzione nel pubblico pagante, che è quello degli adolescenti. Un target che si fomenta ancora di più se le cose che ascolta danno fastidio ai proprio genitori o alle persone della generazione prima. Il fatto che tutto questo mi dia fastidio, vuol dire che il rap ormai non parla più alla mia generazione, che sto invecchiando e quindi sono cucinato.
“Odio farlo sentire ai giornalisti
Prima che alla gente che mi ascolta e che mi compra i dischi”
Queste sono altre due barre incredibili. C’è una critica all’industria che ha contribuito a distorcere sempre di più il rapporto fra gli artisti e i propri fan. Effettivamente, che cazzo di senso ha che le prime persone ad ascoltare un disco siano dei giornalisti, che magari manco sanno niente di quell’artista e poi ci scrivono pure una recensione. Tutto ciò prima che i fan possano sentirlo, nonostante siano loro che poi compreranno i CD e i biglietti dei concerti, permettendo all’artista di vivere di musica.
“Per risultare scomodi siamo sembrati omofobi e misogini
Ora grazie a P.Diddy ci daranno dei pedofili”
Per colpa di tanti personaggi, il rap negli anni è stato dipinto come genere omofobo e misogino. Ora grazie allo scandalo di Puff Daddy sarà pure un genere da pedofili. Per colpa di qualche coglione insomma, ci vanno di mezzo tutti gli altri. Un po’ come nei bar in cui c’è scritto “per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno”.
“Amo il rap perché mi ha dato uno scopo, chiamalo poco
Odio te perché lo tratti come un gioco”
Per chi la musica significa tanto, sentire chi la fa per scherzo, fa molto incazzare. Specialmente per gente come Nitro, a cui ha cambiato la vita e gli ha permesso di vivere della sua passione. Sentire che c’è chi fa rap solo perché vende, è veramente brutto. Sempre per il discorso che poi vanno a rovinare l’immagine collettiva che le persone hanno del genere.
Non dico che prima di scrivere una rima bisogna conoscere a memoria la discografia di Biggie, Tupac o Jay-Z, ma bisogna avere rispetto di tutto ciò che c’è stato prima. La musica è una cosa seria, nessuno è obbligato a farla. Se credi che quello che stai facendo abbia senso di esistere e sia a livello con tutto quello che è uscito prima, allora continua, altrimenti smetti.
“La colpa è pure nostra se ora il genere è vuoto
Si venera la cenere invece di riaccendere il fuoco”
Alla fine Nitro ci si mette dentro pure lui, perché se si è arrivati a questo punto è anche per colpa sua, per cose fatte, dette o per negligenza. Il risultato è che ora si guarda al passato come ad un fuoco spento. Ma davanti alla brace, basterebbe soffiare un po’ più forte e aggiungere la legna piano piano per riaccendere il fuoco. Invece di piangersi addosso, si potrebbe cercare di cambiare tutti insieme la rotta. Sia come artisti che come pubblico, ognuno nel suo piccolo.
La cosa che mi fa impazzire dei rapper come Nitro è che ti sputano in faccia tutti sti concetti con una tecnica lirica incredibile. Non so quanti di voi ci fanno caso, ma in questi ultimi due versi, come in quasi tutti gli altri, ci sono molte più di due rime. Questo è il genere di cose che gasa noi nerd, ma quando vengono inserite così bene che passano in secondo piano rispetto al significato delle parole, secondo me si è fatto il massimo che si poteva fare.
E poi c’è di nuovo sto cazzo di ritornello.
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo
Un abbraccio,
Edo