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20 DICEMBRE

20 DICEMBRE

20 DICEMBRE

ADVENT SOUNDTRACK

ADVENT SOUNDTRACK

ADVENT SOUNDTRACK

DI EDOARDO TRUTTERO

DI EDOARDO TRUTTERO

DI EDOARDO TRUTTERO

Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.

Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.

Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.

Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.

Ciao a tutti e tutte, questa è Advent Soundtrack 2025, la seconda edizione del mio esperimento.

Ogni giorno, fino a Natale, vi consiglierò una canzone con annessa qualche mia riflessione.

DISCLAIMER

DISCLAIMER

DISCLAIMER

In questa canzone viene raccontato un episodio di violenza di genere. Mi sembrava giusto avvisarvi prima, nel caso tra voi ci fosse qualcuno di particolarmente sensibile al tema. Non vi so dire se sia una storia vera, ma purtroppo non mi sorprenderebbe se lo fosse. Ascoltate e leggete solo se ve la sentite.

In questa canzone viene raccontato un episodio di violenza di genere. Mi sembrava giusto avvisarvi prima, nel caso tra voi ci fosse qualcuno di particolarmente sensibile al tema. Non vi so dire se sia una storia vera, ma purtroppo non mi sorprenderebbe se lo fosse. Ascoltate e leggete solo se ve la sentite.

In questa canzone viene raccontato un episodio di violenza di genere. Mi sembrava giusto avvisarvi prima, nel caso tra voi ci fosse qualcuno di particolarmente sensibile al tema. Non vi so dire se sia una storia vera, ma purtroppo non mi sorprenderebbe se lo fosse. Ascoltate e leggete solo se ve la sentite.

fairchild

fairchild

fairchild

dave, nicole blakk

dave, nicole blakk

dave, nicole blakk

Come mi successe quando sentii per la prima volta Three Rivers, quando ho sentito questa canzone per la prima ho deciso di riascoltarla con davanti il testo. Così ho confermato quello fosse che mi era sembrato. Siamo di fronte ad uno storytelling su una vittima di varie forme di abusi, fino ad arrivare al peggiore possibile: la violenza sessuale.

Si cambia spesso il punto di vista, ma si parla sempre di questa povera ragazza: Tamah. 


“Some weeks ago, she was in a cab

I felt sick to my stomach 'cause when I listen back

Driver was actin' all forward, I should've drawn the line”


La storia inizia così, con lei in un taxi e Dave al telefono che sente il tassista farle delle avance. Lui dice che ha avuto il voltastomaco a sentirlo, eppure non ha fatto nulla per impedirgli di continuare. Quante volte vediamo un comportamento simile, ma non abbiamo il coraggio di intervenire?


“She wasn't worried about it, it happens all the time

All the time, said it happens all the time

A little conversation, that's just all it is”


Questa ripetizione del “it happen all the time” è veramente pesante da mandare giù. Questo autista non è di certo un caso isolato, praticamente tutti i maschi fanno schifo. Il fatto che questo genere di episodi spiacevoli accadano così spesso, finiscono però per essere declassati, anche dalla stessa Tamah, a semplici conversazioni. Questo è quello che sono alla fine. Ma non lo sono affatto per chi le subisce.


“Ask couple questions, then he'll call it quits

He ain't even have to ask her where she lives”


Avendola accompagnata a casa gli ha fatto scoprire dove vive, questo aggiunge un grado ulteriore di paranoia. Non ci si può fidare di niente e di nessuno in questo mondo di merda. Ma per ora questa questione finisce qui.


“She goin' to this no-phone party

You know the ones where guys have their phones and all the women there don't”

 

A quanto pare nel Regno Unito sono popolari questi no-phone party, che però sembra essere una cosa che rispettano solo le ragazze e i ragazzi no, creando così un’altra disparità. Senza telefono non si può chiamare aiuto, riprendere qualcosa per usarlo come prova, ma anche banalmente accendere una torcia.

Dopo averle chiesto di raccontare cos’è successo a questa festa, lei gli risponde e il punto di vista diventa quello di Tamah.


“I caught a vibe with a guy and then from the off

But somethin' was off, offer me pills and offer me shots

And off of my head, couldn't even say if I was sober or off of my head

I could've danced for days, wouldn't have been a surprise

But let's have a good night, these times are havin' good nights when all the men start drinkin'

And then they feel entitled to more than opinions”


Lei racconta di come dopo aver “caught a vibe with a guy”, non sa dire se fosse sobria o meno. Lui le ha offerto pasticche e alcool, ma lei ricorda solo che avrebbe potuto ballare per giorni, ma non è una novità. Quindi si dice “let’s have a good night” e tutto sembra andare bene, finché gli uomini iniziano a bere e “si sentono in dovere di avere più di un’opinione”.

Così uno di questi esseri tenta l’approccio e vengono citate le sue parole:


“You know how that goes and man come to the girls like, "Fuckin' let me get your Snap', innit

Add me back, innit, fuckin' what?

What you doin' after this? What you on? What's wrong?

Why you movin' so stiff? Come back to the AP, what, friend, what?

Don't worry 'bout her, you ain't her dad, that's long

Why follow her home? Call her a cab or what

I feel like I seen you before, what, you from Bex? You know Thames? Fuckin'

Are you gettin' back to ends?"

And I ain't sayin' that's weird, but it kinda is”


Anche qui, purtroppo niente di sorprendente. Ne ho viste fin troppe di scene pietose di questo tipo. Infatti aggiunge, non dico che sia strano, ma un po’ lo è. 

Il POV torna esterno e si parla di lei in terza persona:


“She busy throwin' up, he's tryna take her to the crib

But that's the culture of the club, right?

All game's fair

And if she don't like it, why she there?”


Terribile. Quella frase sulla cultura dei club è veramente terrificante. Ho i brividi a sentirla ogni volta, ma non quanto il commento che viene fatto troppo spesso: “se non le piace perché si trova lì?”.


“These times, she just wanna go home

But she don't wanna go alone with no battery on her phone

And all her friends are tryna stay

Cah they goin' to somebody's afterparty in a house that's out the way

And then she blacked out

She was gonna leave with them, but somethin' felt off

And then she backed out

When I heard about the time she tried to make it home alone

She said”


Lei vista la situazione, vuole tornare a casa, però ha il telefono scarico e non vuole tornare a casa da sola. In un mondo giusto questo non dovrebbe costituire un pericolo. Sarebbe giusto poter tornare a casa da soli senza temere di essere aggrediti, derubati o violentati.

I suoi amici vogliono tutti rimanere, perché a quanto pare c’è un after party a casa di qualcuno. Lei stava per per andarci, ma poi è svenuta.


In questa strofa Nicole Blakk interpreta Tamah e parla in prima persona raccontando quello che è successo. Questa è la parte più tesa e brutta, se non ve la sentite non continuate.


“At Archway, I got out the car

It's quiet and I'm walking up this long hill

Faint sound, cold chills

I swear I just heard a familiar voice

Inside of the club, outside of the club

Was it that first cab? I swear I know the voice”


Scende da una macchina, probabilmente accompagnata da qualcuno fino ad un certo punto, ma poi la aspetta il tragitto verso casa. 

Sente una voce familiare, che aveva sentito sia dentro il club che fuori. Che sia lo stesso tassista che le aveva fatto le avance? Lei può giurare che quella voce la conosce.


“Think fast, that's my only choice

He's comin' up, I hear him runnin' up

I ran and I trip, I fell and I buckle

My belt in a buckle, my keys in my knuckles”


Deve pensare in fretta, è l’unico modo per uscirne. Sente che lui sta arrivando, lo sente correre, così corre anche lei, però cade e rotola. Così stringe le chiavi tra le sue nocche, classico gesto che si fa nella speranza di potersi difendere da un eventuale aggressore, purtroppo qui l’aggressione sta per avvenire davvero.


“He's grabbin' my hair, I'm screamin' to stop

I'm hittin' him hard, it's turnin' him on”


Questa è la cosa che mi nausea di più. Non tanto il fatto che lui la stia aggredendo, perché quello purtroppo, l’ho sentito così tante volte che mi fa meno effetto. Piuttosto che lei, dimenandosi, lo colpisce forte e questa cosa lo eccita. Mi viene il vomito ogni volta. 


“The burnin' is gone, my body is so cold and frozen in fear

Acceptin' my fate, his hands on my waist”


Sente che si sta irrigidendo dalla paura. Sente le sue mani sulla sua vita e accetta il suo destino. 


“I think that I threw my keys in his face

I ran and he chased

I stumbled on a group of three that were leavin'

I ran towards them, didn't notice that my feet, they were bleedin'

And that's when I called, prayin' that you'd be there recordin'

The only person that I know who's up at 3 in the mornin’ ”


Riesce a correre, lui la segue, ma raggiunge un gruppo di tre persone. Non si era accorta, ma i suoi piedi stanno sanguinando. Chiede loro il telefono, ma chi può chiamare alle 3 di notte? Prega che Dave fosse in studio a registrare, è l’unica persona che conosce che potrebbe essere sveglio a quell’ora.


Qui ci sono una serie di messaggi che andrebbero stampati nella testa di ogni uomo.

Questi versi vengono cantati insieme da Nicole Blakk e Dave.


“I sound mad

But if you ain't a girl, I guess you don't know the feelin'

Of watchin' what you wear because you're worried 'bout makin' it home

Walkin' with your phone to your ear and you ain't on the phone

Can't walk on the same side of the pavement alone

Everyone's a fucking good guy and they're makin' it known

But I'm just makin' it known that if you ain't a girl, I guess you don't know the feelin'

Of checkin' the child lock, or seein' the AirTag

A five-minute walk home feelin' like five miles”


Certe cose le puoi capire solo se sei una donna. Tutto questo racconto è così spaventoso perché anche se non fosse una storia vera, lo è stato per qualcuna. Questo tipo di storie accadono troppo spesso e se sei un uomo non puoi capire cosa vuol dire vivere con questa paura. Semplicemente non puoi capire cosa vogliono dire tutti gli esempi che ha fatto, le paranoie che una ragazza si fa quando è in giro da sola. Far finta di essere al telefono, non stare sullo stesso lato del marciapiede se c’è un uomo. Ma non sai neanche cosa vuol dire doversi preoccupare per come sei vestita perché hai paura di non tornare a casa.


Tutti sono dei bravi ragazzi e tutti ci tengono a farlo sapere, ma lei ci tiene a far sapere che se non sei una ragazza non puoi capire cosa significhi controllare se nelle portiere delle auto c’è il blocco per i bambini o se ci sono degli air tag nascosti. Oppure cosa si prova quando 5 minuti di camminata sembrano 5 miglia, talmente il tempo passa lentamente quando si è sole.


“Maybe if these people would police our cities way they police our bodies

Then maybe, fucking hell

Maybe every woman that I know wouldn't be stuck as well”


Forse se le forze dell’ordine controllassero le città come controllano i corpi delle donne, allora tutte le donne che conosce non sarebbero bloccate anche loro. Allude probabilmente al fatto che troppo spesso, durante le perquisizioni, gli agenti allunghino le mani, forti della loro posizione di potere. Se invece mettessero quell’impegno a fare il loro vero lavoro, forse questo mondo sarebbe migliore. Sottolineando il fatto che anche le persone a cui ti rivolgi per denunciare questo tipo di cose, potrebbero non essere troppo diversi da chi ti ha aggredita.


“Danger doesn't look like no killer in a mask

It looks like that flirty cab driver

And guys that feel entitled 'cause you're standin' in their section”


Il pericolo spesso non è palese, non sembra un killer in maschera. Piuttosto assomiglia a quel viscido tassista, ai ragazzi che si sentono in diritto di fare qualcosa solo perché sei in piedi davanti a loro. Non c’è un modo per evitare queste persone, perché sono la stragrande maggioranza degli uomini. Non puoi stare mai tranquilla, il pericolo potrebbe avere l’aspetto di una persona comune, perché purtroppo è troppo comune che queste cose accadano.


Qui Dave fa una cosa che non ho mai visto fare in una canzone. Sposta, giustamente, l’attenzione dalle vittime ai colpevoli. 


“I ain't know some women wouldn't want a man's help

Because so many of 'em want the same reward for their protection

Danger doesn't look like no killer in a mask

It looks like that kid in the group chat that jokes about—

And he won't ever stop because there's no one to correct him

And he might even do it cah the system would protect him

Algorithm gonna find some people just like him

They hate women too, okay, yeah, fuck it, let's connect him

Homicidal femicidal shit on their suggested

Somebody just asked you on a date, it was your dentist

Two weeks later, he wants a sexual connection

Danger doesn't look like no killer in a mask”


Sono citati così tanti esempi di cose sbagliate, ma socialmente accettate, che non so da dove partire. Addirittura dice che non sa se ci sono donne che non chiedono aiuto agli uomini perché hanno paura che loro chiedano una ricompensa. 


Di nuovo viene ripetuto che il pericolo ha diverse sembianze. Potrebbe essere quel ragazzo che fa le battute su una chat di gruppo e non smetterà mai perché non c’è nessuno che lo frena.

Potrebbe essere l’algoritmo dei social che mette in contatto dei misogini con delle ragazze invece di impedire che accada.

Il tuo dentista potrebbe averti appena chiesto di uscire perché ha recuperato il tuo numero dalla reception. Tu ci sei uscita perché era gentile e ora, dopo appena due settimane, vuole scopare. Capisci che era tutto ciò che voleva fin dall'inizio e non hai potuto fare nulla perché lui non recuperasse il tuo numero.


“Try and humanise, she could be somebody's daughter, you

As if that's the reason them fellas shouldn't slaughter you”


Qui Dave se la prende di nuovo con i maschi e gli chiede di cercare di umanizzare le donne vittime delle loro violenze. Dice che potrebbero essere le figlie di qualcuno, come se fosse questo il motivo per cui non dovrebbero fare loro del male.


Ma soprattutto fa una cosa che non credo abbia mai fatto nessun rapper, almeno non in una canzone, si incolpa da solo e ammette di essere parte del problema. Infatti chiude la strofa dicendo: “Objectify you just the way I do in every song”.


“Can't trust guys, she never lied

No menicide, it femicide

The catcalls, the long stares

The kind words, the lines blurred”


Dopo aver sottolineato che se esiste il “femminicidio” è perché è un modo per riassumere qualcosa che accade sistematicamente. Non esiste il “maschicidio” e non è nemmeno “solo un omicidio”. È diverso.

Segue l’ennesimo elenco di cose sbagliate che facciamo noi uomini e che contribuiscono a creare questo clima di terrore nonostante sembrino solo cazzate ai nostri occhi.


“All know a victim, don't know a perpetrator

Am I one of them? The men of the past

Who catcalled or spoke in the bars?

I'm complicit, no better than you”


Tutti conosciamo una vittima, nessuno conosce un carnefice. Sono anche io uno di loro? Se lo chiede Dave e me lo chiedo anche io. Come lo ammette lui, lo ammetto anche io, sono un complice, non migliore di te.


“Can't sit on the fence, that's hardly an option

You either part of the solution or part of the problem”


Non posso stare in bilico fra una cosa e l’altra, non è un’opzione. O sei parte della soluzione o sei parte del problema, nessuna sfumatura.


Spesso si fa tanta retorica su questo tipo di tematiche e ci si chiede come poter sensibilizzare i maschi sul tema. Credo che fare una canzone di questo tipo possa aiutare. A me ha fatto riflettere parecchio, ma è anche vero che sono piuttosto permeabile a questo tipo di tematiche e riflessioni, però magari può aver spinto qualcuno a farsi qualche domanda. Non è sicuramente sufficiente, ma potrebbe essere un inizio.


Nel mio piccolo, spero che consigliare questa canzone in questo contesto, possa portare qualche maschio in più ad ascoltarla e a farlo riflettere sui propri comportamenti.


Scusate se sono andato lungo, ma ci tenevo tanto e mi sembrava appropriato.

Domani qualcosa di più leggero, ve lo prometto.

Come mi successe quando sentii per la prima volta Three Rivers, quando ho sentito questa canzone per la prima ho deciso di riascoltarla con davanti il testo. Così ho confermato quello fosse che mi era sembrato. Siamo di fronte ad uno storytelling su una vittima di varie forme di abusi, fino ad arrivare al peggiore possibile: la violenza sessuale.

Si cambia spesso il punto di vista, ma si parla sempre di questa povera ragazza: Tamah. 


“Some weeks ago, she was in a cab

I felt sick to my stomach 'cause when I listen back

Driver was actin' all forward, I should've drawn the line”


La storia inizia così, con lei in un taxi e Dave al telefono che sente il tassista farle delle avance. Lui dice che ha avuto il voltastomaco a sentirlo, eppure non ha fatto nulla per impedirgli di continuare. Quante volte vediamo un comportamento simile, ma non abbiamo il coraggio di intervenire?


“She wasn't worried about it, it happens all the time

All the time, said it happens all the time

A little conversation, that's just all it is”


Questa ripetizione del “it happen all the time” è veramente pesante da mandare giù. Questo autista non è di certo un caso isolato, praticamente tutti i maschi fanno schifo. Il fatto che questo genere di episodi spiacevoli accadano così spesso, finiscono però per essere declassati, anche dalla stessa Tamah, a semplici conversazioni. Questo è quello che sono alla fine. Ma non lo sono affatto per chi le subisce.


“Ask couple questions, then he'll call it quits

He ain't even have to ask her where she lives”


Avendola accompagnata a casa gli ha fatto scoprire dove vive, questo aggiunge un grado ulteriore di paranoia. Non ci si può fidare di niente e di nessuno in questo mondo di merda. Ma per ora questa questione finisce qui.


“She goin' to this no-phone party

You know the ones where guys have their phones and all the women there don't”

 

A quanto pare nel Regno Unito sono popolari questi no-phone party, che però sembra essere una cosa che rispettano solo le ragazze e i ragazzi no, creando così un’altra disparità. Senza telefono non si può chiamare aiuto, riprendere qualcosa per usarlo come prova, ma anche banalmente accendere una torcia.

Dopo averle chiesto di raccontare cos’è successo a questa festa, lei gli risponde e il punto di vista diventa quello di Tamah.


“I caught a vibe with a guy and then from the off

But somethin' was off, offer me pills and offer me shots

And off of my head, couldn't even say if I was sober or off of my head

I could've danced for days, wouldn't have been a surprise

But let's have a good night, these times are havin' good nights when all the men start drinkin'

And then they feel entitled to more than opinions”


Lei racconta di come dopo aver “caught a vibe with a guy”, non sa dire se fosse sobria o meno. Lui le ha offerto pasticche e alcool, ma lei ricorda solo che avrebbe potuto ballare per giorni, ma non è una novità. Quindi si dice “let’s have a good night” e tutto sembra andare bene, finché gli uomini iniziano a bere e “si sentono in dovere di avere più di un’opinione”.

Così uno di questi esseri tenta l’approccio e vengono citate le sue parole:


“You know how that goes and man come to the girls like, "Fuckin' let me get your Snap', innit

Add me back, innit, fuckin' what?

What you doin' after this? What you on? What's wrong?

Why you movin' so stiff? Come back to the AP, what, friend, what?

Don't worry 'bout her, you ain't her dad, that's long

Why follow her home? Call her a cab or what

I feel like I seen you before, what, you from Bex? You know Thames? Fuckin'

Are you gettin' back to ends?"

And I ain't sayin' that's weird, but it kinda is”


Anche qui, purtroppo niente di sorprendente. Ne ho viste fin troppe di scene pietose di questo tipo. Infatti aggiunge, non dico che sia strano, ma un po’ lo è. 

Il POV torna esterno e si parla di lei in terza persona:


“She busy throwin' up, he's tryna take her to the crib

But that's the culture of the club, right?

All game's fair

And if she don't like it, why she there?”


Terribile. Quella frase sulla cultura dei club è veramente terrificante. Ho i brividi a sentirla ogni volta, ma non quanto il commento che viene fatto troppo spesso: “se non le piace perché si trova lì?”.


“These times, she just wanna go home

But she don't wanna go alone with no battery on her phone

And all her friends are tryna stay

Cah they goin' to somebody's afterparty in a house that's out the way

And then she blacked out

She was gonna leave with them, but somethin' felt off

And then she backed out

When I heard about the time she tried to make it home alone

She said”


Lei vista la situazione, vuole tornare a casa, però ha il telefono scarico e non vuole tornare a casa da sola. In un mondo giusto questo non dovrebbe costituire un pericolo. Sarebbe giusto poter tornare a casa da soli senza temere di essere aggrediti, derubati o violentati.

I suoi amici vogliono tutti rimanere, perché a quanto pare c’è un after party a casa di qualcuno. Lei stava per per andarci, ma poi è svenuta.


In questa strofa Nicole Blakk interpreta Tamah e parla in prima persona raccontando quello che è successo. Questa è la parte più tesa e brutta, se non ve la sentite non continuate.


“At Archway, I got out the car

It's quiet and I'm walking up this long hill

Faint sound, cold chills

I swear I just heard a familiar voice

Inside of the club, outside of the club

Was it that first cab? I swear I know the voice”


Scende da una macchina, probabilmente accompagnata da qualcuno fino ad un certo punto, ma poi la aspetta il tragitto verso casa. 

Sente una voce familiare, che aveva sentito sia dentro il club che fuori. Che sia lo stesso tassista che le aveva fatto le avance? Lei può giurare che quella voce la conosce.


“Think fast, that's my only choice

He's comin' up, I hear him runnin' up

I ran and I trip, I fell and I buckle

My belt in a buckle, my keys in my knuckles”


Deve pensare in fretta, è l’unico modo per uscirne. Sente che lui sta arrivando, lo sente correre, così corre anche lei, però cade e rotola. Così stringe le chiavi tra le sue nocche, classico gesto che si fa nella speranza di potersi difendere da un eventuale aggressore, purtroppo qui l’aggressione sta per avvenire davvero.


“He's grabbin' my hair, I'm screamin' to stop

I'm hittin' him hard, it's turnin' him on”


Questa è la cosa che mi nausea di più. Non tanto il fatto che lui la stia aggredendo, perché quello purtroppo, l’ho sentito così tante volte che mi fa meno effetto. Piuttosto che lei, dimenandosi, lo colpisce forte e questa cosa lo eccita. Mi viene il vomito ogni volta. 


“The burnin' is gone, my body is so cold and frozen in fear

Acceptin' my fate, his hands on my waist”


Sente che si sta irrigidendo dalla paura. Sente le sue mani sulla sua vita e accetta il suo destino. 


“I think that I threw my keys in his face

I ran and he chased

I stumbled on a group of three that were leavin'

I ran towards them, didn't notice that my feet, they were bleedin'

And that's when I called, prayin' that you'd be there recordin'

The only person that I know who's up at 3 in the mornin’ ”


Riesce a correre, lui la segue, ma raggiunge un gruppo di tre persone. Non si era accorta, ma i suoi piedi stanno sanguinando. Chiede loro il telefono, ma chi può chiamare alle 3 di notte? Prega che Dave fosse in studio a registrare, è l’unica persona che conosce che potrebbe essere sveglio a quell’ora.


Qui ci sono una serie di messaggi che andrebbero stampati nella testa di ogni uomo.

Questi versi vengono cantati insieme da Nicole Blakk e Dave.


“I sound mad

But if you ain't a girl, I guess you don't know the feelin'

Of watchin' what you wear because you're worried 'bout makin' it home

Walkin' with your phone to your ear and you ain't on the phone

Can't walk on the same side of the pavement alone

Everyone's a fucking good guy and they're makin' it known

But I'm just makin' it known that if you ain't a girl, I guess you don't know the feelin'

Of checkin' the child lock, or seein' the AirTag

A five-minute walk home feelin' like five miles”


Certe cose le puoi capire solo se sei una donna. Tutto questo racconto è così spaventoso perché anche se non fosse una storia vera, lo è stato per qualcuna. Questo tipo di storie accadono troppo spesso e se sei un uomo non puoi capire cosa vuol dire vivere con questa paura. Semplicemente non puoi capire cosa vogliono dire tutti gli esempi che ha fatto, le paranoie che una ragazza si fa quando è in giro da sola. Far finta di essere al telefono, non stare sullo stesso lato del marciapiede se c’è un uomo. Ma non sai neanche cosa vuol dire doversi preoccupare per come sei vestita perché hai paura di non tornare a casa.


Tutti sono dei bravi ragazzi e tutti ci tengono a farlo sapere, ma lei ci tiene a far sapere che se non sei una ragazza non puoi capire cosa significhi controllare se nelle portiere delle auto c’è il blocco per i bambini o se ci sono degli air tag nascosti. Oppure cosa si prova quando 5 minuti di camminata sembrano 5 miglia, talmente il tempo passa lentamente quando si è sole.


“Maybe if these people would police our cities way they police our bodies

Then maybe, fucking hell

Maybe every woman that I know wouldn't be stuck as well”


Forse se le forze dell’ordine controllassero le città come controllano i corpi delle donne, allora tutte le donne che conosce non sarebbero bloccate anche loro. Allude probabilmente al fatto che troppo spesso, durante le perquisizioni, gli agenti allunghino le mani, forti della loro posizione di potere. Se invece mettessero quell’impegno a fare il loro vero lavoro, forse questo mondo sarebbe migliore. Sottolineando il fatto che anche le persone a cui ti rivolgi per denunciare questo tipo di cose, potrebbero non essere troppo diversi da chi ti ha aggredita.


“Danger doesn't look like no killer in a mask

It looks like that flirty cab driver

And guys that feel entitled 'cause you're standin' in their section”


Il pericolo spesso non è palese, non sembra un killer in maschera. Piuttosto assomiglia a quel viscido tassista, ai ragazzi che si sentono in diritto di fare qualcosa solo perché sei in piedi davanti a loro. Non c’è un modo per evitare queste persone, perché sono la stragrande maggioranza degli uomini. Non puoi stare mai tranquilla, il pericolo potrebbe avere l’aspetto di una persona comune, perché purtroppo è troppo comune che queste cose accadano.


Qui Dave fa una cosa che non ho mai visto fare in una canzone. Sposta, giustamente, l’attenzione dalle vittime ai colpevoli. 


“I ain't know some women wouldn't want a man's help

Because so many of 'em want the same reward for their protection

Danger doesn't look like no killer in a mask

It looks like that kid in the group chat that jokes about—

And he won't ever stop because there's no one to correct him

And he might even do it cah the system would protect him

Algorithm gonna find some people just like him

They hate women too, okay, yeah, fuck it, let's connect him

Homicidal femicidal shit on their suggested

Somebody just asked you on a date, it was your dentist

Two weeks later, he wants a sexual connection

Danger doesn't look like no killer in a mask”


Sono citati così tanti esempi di cose sbagliate, ma socialmente accettate, che non so da dove partire. Addirittura dice che non sa se ci sono donne che non chiedono aiuto agli uomini perché hanno paura che loro chiedano una ricompensa. 


Di nuovo viene ripetuto che il pericolo ha diverse sembianze. Potrebbe essere quel ragazzo che fa le battute su una chat di gruppo e non smetterà mai perché non c’è nessuno che lo frena.

Potrebbe essere l’algoritmo dei social che mette in contatto dei misogini con delle ragazze invece di impedire che accada.

Il tuo dentista potrebbe averti appena chiesto di uscire perché ha recuperato il tuo numero dalla reception. Tu ci sei uscita perché era gentile e ora, dopo appena due settimane, vuole scopare. Capisci che era tutto ciò che voleva fin dall'inizio e non hai potuto fare nulla perché lui non recuperasse il tuo numero.


“Try and humanise, she could be somebody's daughter, you

As if that's the reason them fellas shouldn't slaughter you”


Qui Dave se la prende di nuovo con i maschi e gli chiede di cercare di umanizzare le donne vittime delle loro violenze. Dice che potrebbero essere le figlie di qualcuno, come se fosse questo il motivo per cui non dovrebbero fare loro del male.


Ma soprattutto fa una cosa che non credo abbia mai fatto nessun rapper, almeno non in una canzone, si incolpa da solo e ammette di essere parte del problema. Infatti chiude la strofa dicendo: “Objectify you just the way I do in every song”.


“Can't trust guys, she never lied

No menicide, it femicide

The catcalls, the long stares

The kind words, the lines blurred”


Dopo aver sottolineato che se esiste il “femminicidio” è perché è un modo per riassumere qualcosa che accade sistematicamente. Non esiste il “maschicidio” e non è nemmeno “solo un omicidio”. È diverso.

Segue l’ennesimo elenco di cose sbagliate che facciamo noi uomini e che contribuiscono a creare questo clima di terrore nonostante sembrino solo cazzate ai nostri occhi.


“All know a victim, don't know a perpetrator

Am I one of them? The men of the past

Who catcalled or spoke in the bars?

I'm complicit, no better than you”


Tutti conosciamo una vittima, nessuno conosce un carnefice. Sono anche io uno di loro? Se lo chiede Dave e me lo chiedo anche io. Come lo ammette lui, lo ammetto anche io, sono un complice, non migliore di te.


“Can't sit on the fence, that's hardly an option

You either part of the solution or part of the problem”


Non posso stare in bilico fra una cosa e l’altra, non è un’opzione. O sei parte della soluzione o sei parte del problema, nessuna sfumatura.


Spesso si fa tanta retorica su questo tipo di tematiche e ci si chiede come poter sensibilizzare i maschi sul tema. Credo che fare una canzone di questo tipo possa aiutare. A me ha fatto riflettere parecchio, ma è anche vero che sono piuttosto permeabile a questo tipo di tematiche e riflessioni, però magari può aver spinto qualcuno a farsi qualche domanda. Non è sicuramente sufficiente, ma potrebbe essere un inizio.


Nel mio piccolo, spero che consigliare questa canzone in questo contesto, possa portare qualche maschio in più ad ascoltarla e a farlo riflettere sui propri comportamenti.


Scusate se sono andato lungo, ma ci tenevo tanto e mi sembrava appropriato.

Domani qualcosa di più leggero, ve lo prometto.

Come mi successe quando sentii per la prima volta Three Rivers, quando ho sentito questa canzone per la prima ho deciso di riascoltarla con davanti il testo. Così ho confermato quello fosse che mi era sembrato. Siamo di fronte ad uno storytelling su una vittima di varie forme di abusi, fino ad arrivare al peggiore possibile: la violenza sessuale.

Si cambia spesso il punto di vista, ma si parla sempre di questa povera ragazza: Tamah. 


“Some weeks ago, she was in a cab

I felt sick to my stomach 'cause when I listen back

Driver was actin' all forward, I should've drawn the line”


La storia inizia così, con lei in un taxi e Dave al telefono che sente il tassista farle delle avance. Lui dice che ha avuto il voltastomaco a sentirlo, eppure non ha fatto nulla per impedirgli di continuare. Quante volte vediamo un comportamento simile, ma non abbiamo il coraggio di intervenire?


“She wasn't worried about it, it happens all the time

All the time, said it happens all the time

A little conversation, that's just all it is”


Questa ripetizione del “it happen all the time” è veramente pesante da mandare giù. Questo autista non è di certo un caso isolato, praticamente tutti i maschi fanno schifo. Il fatto che questo genere di episodi spiacevoli accadano così spesso, finiscono però per essere declassati, anche dalla stessa Tamah, a semplici conversazioni. Questo è quello che sono alla fine. Ma non lo sono affatto per chi le subisce.


“Ask couple questions, then he'll call it quits

He ain't even have to ask her where she lives”


Avendola accompagnata a casa gli ha fatto scoprire dove vive, questo aggiunge un grado ulteriore di paranoia. Non ci si può fidare di niente e di nessuno in questo mondo di merda. Ma per ora questa questione finisce qui.


“She goin' to this no-phone party

You know the ones where guys have their phones and all the women there don't”

 

A quanto pare nel Regno Unito sono popolari questi no-phone party, che però sembra essere una cosa che rispettano solo le ragazze e i ragazzi no, creando così un’altra disparità. Senza telefono non si può chiamare aiuto, riprendere qualcosa per usarlo come prova, ma anche banalmente accendere una torcia.

Dopo averle chiesto di raccontare cos’è successo a questa festa, lei gli risponde e il punto di vista diventa quello di Tamah.


“I caught a vibe with a guy and then from the off

But somethin' was off, offer me pills and offer me shots

And off of my head, couldn't even say if I was sober or off of my head

I could've danced for days, wouldn't have been a surprise

But let's have a good night, these times are havin' good nights when all the men start drinkin'

And then they feel entitled to more than opinions”


Lei racconta di come dopo aver “caught a vibe with a guy”, non sa dire se fosse sobria o meno. Lui le ha offerto pasticche e alcool, ma lei ricorda solo che avrebbe potuto ballare per giorni, ma non è una novità. Quindi si dice “let’s have a good night” e tutto sembra andare bene, finché gli uomini iniziano a bere e “si sentono in dovere di avere più di un’opinione”.

Così uno di questi esseri tenta l’approccio e vengono citate le sue parole:


“You know how that goes and man come to the girls like, "Fuckin' let me get your Snap', innit

Add me back, innit, fuckin' what?

What you doin' after this? What you on? What's wrong?

Why you movin' so stiff? Come back to the AP, what, friend, what?

Don't worry 'bout her, you ain't her dad, that's long

Why follow her home? Call her a cab or what

I feel like I seen you before, what, you from Bex? You know Thames? Fuckin'

Are you gettin' back to ends?"

And I ain't sayin' that's weird, but it kinda is”


Anche qui, purtroppo niente di sorprendente. Ne ho viste fin troppe di scene pietose di questo tipo. Infatti aggiunge, non dico che sia strano, ma un po’ lo è. 

Il POV torna esterno e si parla di lei in terza persona:


“She busy throwin' up, he's tryna take her to the crib

But that's the culture of the club, right?

All game's fair

And if she don't like it, why she there?”


Terribile. Quella frase sulla cultura dei club è veramente terrificante. Ho i brividi a sentirla ogni volta, ma non quanto il commento che viene fatto troppo spesso: “se non le piace perché si trova lì?”.


“These times, she just wanna go home

But she don't wanna go alone with no battery on her phone

And all her friends are tryna stay

Cah they goin' to somebody's afterparty in a house that's out the way

And then she blacked out

She was gonna leave with them, but somethin' felt off

And then she backed out

When I heard about the time she tried to make it home alone

She said”


Lei vista la situazione, vuole tornare a casa, però ha il telefono scarico e non vuole tornare a casa da sola. In un mondo giusto questo non dovrebbe costituire un pericolo. Sarebbe giusto poter tornare a casa da soli senza temere di essere aggrediti, derubati o violentati.

I suoi amici vogliono tutti rimanere, perché a quanto pare c’è un after party a casa di qualcuno. Lei stava per per andarci, ma poi è svenuta.


In questa strofa Nicole Blakk interpreta Tamah e parla in prima persona raccontando quello che è successo. Questa è la parte più tesa e brutta, se non ve la sentite non continuate.


“At Archway, I got out the car

It's quiet and I'm walking up this long hill

Faint sound, cold chills

I swear I just heard a familiar voice

Inside of the club, outside of the club

Was it that first cab? I swear I know the voice”


Scende da una macchina, probabilmente accompagnata da qualcuno fino ad un certo punto, ma poi la aspetta il tragitto verso casa. 

Sente una voce familiare, che aveva sentito sia dentro il club che fuori. Che sia lo stesso tassista che le aveva fatto le avance? Lei può giurare che quella voce la conosce.


“Think fast, that's my only choice

He's comin' up, I hear him runnin' up

I ran and I trip, I fell and I buckle

My belt in a buckle, my keys in my knuckles”


Deve pensare in fretta, è l’unico modo per uscirne. Sente che lui sta arrivando, lo sente correre, così corre anche lei, però cade e rotola. Così stringe le chiavi tra le sue nocche, classico gesto che si fa nella speranza di potersi difendere da un eventuale aggressore, purtroppo qui l’aggressione sta per avvenire davvero.


“He's grabbin' my hair, I'm screamin' to stop

I'm hittin' him hard, it's turnin' him on”


Questa è la cosa che mi nausea di più. Non tanto il fatto che lui la stia aggredendo, perché quello purtroppo, l’ho sentito così tante volte che mi fa meno effetto. Piuttosto che lei, dimenandosi, lo colpisce forte e questa cosa lo eccita. Mi viene il vomito ogni volta. 


“The burnin' is gone, my body is so cold and frozen in fear

Acceptin' my fate, his hands on my waist”


Sente che si sta irrigidendo dalla paura. Sente le sue mani sulla sua vita e accetta il suo destino. 


“I think that I threw my keys in his face

I ran and he chased

I stumbled on a group of three that were leavin'

I ran towards them, didn't notice that my feet, they were bleedin'

And that's when I called, prayin' that you'd be there recordin'

The only person that I know who's up at 3 in the mornin’ ”


Riesce a correre, lui la segue, ma raggiunge un gruppo di tre persone. Non si era accorta, ma i suoi piedi stanno sanguinando. Chiede loro il telefono, ma chi può chiamare alle 3 di notte? Prega che Dave fosse in studio a registrare, è l’unica persona che conosce che potrebbe essere sveglio a quell’ora.


Qui ci sono una serie di messaggi che andrebbero stampati nella testa di ogni uomo.

Questi versi vengono cantati insieme da Nicole Blakk e Dave.


“I sound mad

But if you ain't a girl, I guess you don't know the feelin'

Of watchin' what you wear because you're worried 'bout makin' it home

Walkin' with your phone to your ear and you ain't on the phone

Can't walk on the same side of the pavement alone

Everyone's a fucking good guy and they're makin' it known

But I'm just makin' it known that if you ain't a girl, I guess you don't know the feelin'

Of checkin' the child lock, or seein' the AirTag

A five-minute walk home feelin' like five miles”


Certe cose le puoi capire solo se sei una donna. Tutto questo racconto è così spaventoso perché anche se non fosse una storia vera, lo è stato per qualcuna. Questo tipo di storie accadono troppo spesso e se sei un uomo non puoi capire cosa vuol dire vivere con questa paura. Semplicemente non puoi capire cosa vogliono dire tutti gli esempi che ha fatto, le paranoie che una ragazza si fa quando è in giro da sola. Far finta di essere al telefono, non stare sullo stesso lato del marciapiede se c’è un uomo. Ma non sai neanche cosa vuol dire doversi preoccupare per come sei vestita perché hai paura di non tornare a casa.


Tutti sono dei bravi ragazzi e tutti ci tengono a farlo sapere, ma lei ci tiene a far sapere che se non sei una ragazza non puoi capire cosa significhi controllare se nelle portiere delle auto c’è il blocco per i bambini o se ci sono degli air tag nascosti. Oppure cosa si prova quando 5 minuti di camminata sembrano 5 miglia, talmente il tempo passa lentamente quando si è sole.


“Maybe if these people would police our cities way they police our bodies

Then maybe, fucking hell

Maybe every woman that I know wouldn't be stuck as well”


Forse se le forze dell’ordine controllassero le città come controllano i corpi delle donne, allora tutte le donne che conosce non sarebbero bloccate anche loro. Allude probabilmente al fatto che troppo spesso, durante le perquisizioni, gli agenti allunghino le mani, forti della loro posizione di potere. Se invece mettessero quell’impegno a fare il loro vero lavoro, forse questo mondo sarebbe migliore. Sottolineando il fatto che anche le persone a cui ti rivolgi per denunciare questo tipo di cose, potrebbero non essere troppo diversi da chi ti ha aggredita.


“Danger doesn't look like no killer in a mask

It looks like that flirty cab driver

And guys that feel entitled 'cause you're standin' in their section”


Il pericolo spesso non è palese, non sembra un killer in maschera. Piuttosto assomiglia a quel viscido tassista, ai ragazzi che si sentono in diritto di fare qualcosa solo perché sei in piedi davanti a loro. Non c’è un modo per evitare queste persone, perché sono la stragrande maggioranza degli uomini. Non puoi stare mai tranquilla, il pericolo potrebbe avere l’aspetto di una persona comune, perché purtroppo è troppo comune che queste cose accadano.


Qui Dave fa una cosa che non ho mai visto fare in una canzone. Sposta, giustamente, l’attenzione dalle vittime ai colpevoli. 


“I ain't know some women wouldn't want a man's help

Because so many of 'em want the same reward for their protection

Danger doesn't look like no killer in a mask

It looks like that kid in the group chat that jokes about—

And he won't ever stop because there's no one to correct him

And he might even do it cah the system would protect him

Algorithm gonna find some people just like him

They hate women too, okay, yeah, fuck it, let's connect him

Homicidal femicidal shit on their suggested

Somebody just asked you on a date, it was your dentist

Two weeks later, he wants a sexual connection

Danger doesn't look like no killer in a mask”


Sono citati così tanti esempi di cose sbagliate, ma socialmente accettate, che non so da dove partire. Addirittura dice che non sa se ci sono donne che non chiedono aiuto agli uomini perché hanno paura che loro chiedano una ricompensa. 


Di nuovo viene ripetuto che il pericolo ha diverse sembianze. Potrebbe essere quel ragazzo che fa le battute su una chat di gruppo e non smetterà mai perché non c’è nessuno che lo frena.

Potrebbe essere l’algoritmo dei social che mette in contatto dei misogini con delle ragazze invece di impedire che accada.

Il tuo dentista potrebbe averti appena chiesto di uscire perché ha recuperato il tuo numero dalla reception. Tu ci sei uscita perché era gentile e ora, dopo appena due settimane, vuole scopare. Capisci che era tutto ciò che voleva fin dall'inizio e non hai potuto fare nulla perché lui non recuperasse il tuo numero.


“Try and humanise, she could be somebody's daughter, you

As if that's the reason them fellas shouldn't slaughter you”


Qui Dave se la prende di nuovo con i maschi e gli chiede di cercare di umanizzare le donne vittime delle loro violenze. Dice che potrebbero essere le figlie di qualcuno, come se fosse questo il motivo per cui non dovrebbero fare loro del male.


Ma soprattutto fa una cosa che non credo abbia mai fatto nessun rapper, almeno non in una canzone, si incolpa da solo e ammette di essere parte del problema. Infatti chiude la strofa dicendo: “Objectify you just the way I do in every song”.


“Can't trust guys, she never lied

No menicide, it femicide

The catcalls, the long stares

The kind words, the lines blurred”


Dopo aver sottolineato che se esiste il “femminicidio” è perché è un modo per riassumere qualcosa che accade sistematicamente. Non esiste il “maschicidio” e non è nemmeno “solo un omicidio”. È diverso.

Segue l’ennesimo elenco di cose sbagliate che facciamo noi uomini e che contribuiscono a creare questo clima di terrore nonostante sembrino solo cazzate ai nostri occhi.


“All know a victim, don't know a perpetrator

Am I one of them? The men of the past

Who catcalled or spoke in the bars?

I'm complicit, no better than you”


Tutti conosciamo una vittima, nessuno conosce un carnefice. Sono anche io uno di loro? Se lo chiede Dave e me lo chiedo anche io. Come lo ammette lui, lo ammetto anche io, sono un complice, non migliore di te.


“Can't sit on the fence, that's hardly an option

You either part of the solution or part of the problem”


Non posso stare in bilico fra una cosa e l’altra, non è un’opzione. O sei parte della soluzione o sei parte del problema, nessuna sfumatura.


Spesso si fa tanta retorica su questo tipo di tematiche e ci si chiede come poter sensibilizzare i maschi sul tema. Credo che fare una canzone di questo tipo possa aiutare. A me ha fatto riflettere parecchio, ma è anche vero che sono piuttosto permeabile a questo tipo di tematiche e riflessioni, però magari può aver spinto qualcuno a farsi qualche domanda. Non è sicuramente sufficiente, ma potrebbe essere un inizio.


Nel mio piccolo, spero che consigliare questa canzone in questo contesto, possa portare qualche maschio in più ad ascoltarla e a farlo riflettere sui propri comportamenti.


Scusate se sono andato lungo, ma ci tenevo tanto e mi sembrava appropriato.

Domani qualcosa di più leggero, ve lo prometto.

Un abbraccio,

Edo


Un abbraccio,

Edo


Un abbraccio,

Edo